Via Muzi, cominciata la messa in sicurezza del palazzo diroccato

Sbloccata grazie ai fondi post-sisma una situazione di stallo che durava dal 2004: i lavori termineranno a dicembre
TERAMO. «Per anni l'intero quartiere è stato letteralmente sotto sequestro. Con l'avvio dei lavori di messa in sicurezza del rudere inizia la sua liberazione». È così che il sindaco Gianguido D'Alberto ha salutato l'avvio, a sedici anni dalla prima lettera scritta dal Comune alla proprietà, dei lavori di messa in sicurezza del rudere di via Muzi, appaltati all'impresa Tecnoverde Costruzione di Val Vomano e che, da capitolato, dovrebbero terminare entro metà dicembre. Il progetto, elaborato in accordo con la proprietà dell’edificio, prevede l’abbattimento dei muri pericolanti e la realizzazione di un’intelaiatura metallica con tiranti interni destinati a contenere la porzione rimanente della struttura, e la sua predisposizione è stata possibile grazie al contributo economico della Protezione civile. L’opera è stata infatti finanziata tra gli interventi post-sisma con 143mila euro, in quanto le scosse a cavallo tra fine 2016 e inizio 2017 ne avevano aggravato l’instabilità. «Si tratta di un impegno che avevo assunto fin dal mio insediamento e che siamo riusciti a portare a termine in brevissimo tempo», ha commentato l'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, «si tratta di lavori di messa in sicurezza attesi da tempo, visto che la prima lettera dell'architetto Mattei risale al 2004 e la prima ordinanza di messa in sicurezza al 2014 con l'amministrazione Brucchi, e che permetterà di garantire la tranquillità di tutto il quartiere. In aderenza al rudere ci sono infatti diversi edifici abitati».
I lavori prevedono lo smontaggio manuale delle parti in imminente pericolo di caduta, iniziato da alcuni giorni, il consolidamento del resto della struttura a partire dal tetto e la messa in sicurezza con puntellamenti innovativi. «Il rudere si inserisce in un contesto splendido, che riguarda anche il teatro romano», ha concluso Cavallari, «con questo intervento e con lo smontaggio e l'abbattimento, a breve, di palazzo Salvoni e palazzo Adamoli, si andrà a riqualificare tutto il quartiere». Ad illustrare concretamente gli interventi il progettista Giustino Di Luigi: «Principalmente sarà consolidata la facciata su via Muzi per riaprire definitivamente al traffico quella strada, poi sarà messo in sicurezza l'angolo con largo Anfiteatro con putrelle in acciaio e tiranti che tengono insieme la muratura e demolite le parti murarie che possono crollare su spazi pubblici».
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