Via Muzii, il Comune pronto a mettere in sicurezza il rudere

16 Febbraio 2019

Dopo i nuovi crolli l’amministrazione eseguirà i lavori addebitando il costo ai proprietari D’Alberto: «Una cosa è certa, l’interesse pubblico deve prevalere sul privato. Non puo restare così»

TERAMO. Ci penserà il Comune a mettere in sicurezza il rudere di via Muzii. Dopo il distacco di calcinacci dalle pareti dell’edificio fatiscente, che affaccia anche a pochi metri dal teatro romano prossimo al recupero, l’amministrazione è pronta intervenire senza intavolare ulteriori trattative con i proprietari. Lo lascia intendere con chiarezza il sindaco Gianguido D’Alberto a seguito del sopralluogo tenuto con i tecnici del Comune e i vigili urbani nella zona nuovamente transennata, con la conseguente chiusura di via Muzii per pericoli all’incolumità pubblica. Le verifiche non sono ancora concluse, il primo cittadino attende i riscontri definitivi da parte degli uffici, ma il percorso per eliminare una volta per tutti i rischi dovuti alla presenza del rudere è tracciato. Se i tecnici accerteranno, com’è risultato a prima vista, che la proprietà dell’immobile non ha adempiuto alle prescrizioni dettate a suo tempo dall’amministrazione, sarà quest’ultima a intervenire per mettere in sicurezza l’immobile e l’area circostante. «Aspetterò il verbale del sopralluogo», spiega D’Alberto, «e se sarà confermato il mancato rispetto dell’ordinanza emessa per quell’edificio, il Comune eserciterà il potere sostitutivo nei confronti dei proprietari». In pratica realizzerà i lavori necessari e invierà a loro il conto. Il sindaco ricorda che le prescrizioni contenute nell’ordinanza sono state il frutto di una trattativa con la proprietà chiusa con un «atto di fiducia» da parte dell’amministrazione sull’effettiva risoluzione del problema. Gli interventi richiesti, oltre a garantire la sicurezza, erano finalizzati al ripristino del decoro urbano con la pulizia periodica dell’area. «La situazione è sotto controllo», tiene a precisare il primo cittadino, «ma il distacco dei calcinacci indicherebbe comunque che le prescrizioni non sarebbero state rispettate». Il Comune, dunque, è pronto a risolvere la questione della messa in sicurezza, ma resta la questione più complessa del destino del rudere. Collocato a pochi passi dal teatro romano, l’immobile fatiscente rischia di svilire la riqualificazione dell’area. «Per abbatterlo serve una variante al piano particolareggiato del centro storico», spiega il sindaco, «o va certificato il rischio per l’incolumità pubblica». In entrambi i casi la procedura non è breve. La demolizione, tra l’altro, lascerebbe comunque un vuoto urbanistico che andrebbe colmato. La proprietà, stando alle informazioni in possesso del primo cittadino, sarebbe intenzionata ad avviare un piano di recupero dell’edificio, ma anche in questo caso serviranno una serie di passaggi tecnici e burocratici tutt’altro che snelli. «Una cosa comunque è certa», conclude D’Alberto, «l’interesse pubblico deve prevalere sul privato e il rudere non può restare in quelle condizioni».
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