Video, slogan e canzoni contro bulli e droga

TERAMO. Premiati al Parco della Scienza i vincitori del concorso provinciale di prevenzione “…il più forte sono io!", contro bullismo e spaccio di stupefacenti nelle scuole, svoltosi in presenza,...
TERAMO. Premiati al Parco della Scienza i vincitori del concorso provinciale di prevenzione “…il più forte sono io!", contro bullismo e spaccio di stupefacenti nelle scuole, svoltosi in presenza, tra gli altri, del prefetto Graziella Patrizi. L’iniziativa, realizzata dalla prefettura, ha coinvolto nel corso dell'anno scolastico circa 2800 studenti di 21 istituti della provincia, grazie agli incontri svolti nelle scuole dal team di esperti, coordinati dal viceprefetto Roberta Di Silvestro e coadiuvati dalla referente scolastica provinciale Maria De Dominicis.
Di fronte a una vasta e variegata platea sono stati premiati, per la sezione video, i lavori svolti dalla 4^ A della primaria “San Berardo” di Teramo, dalla 3^ A della media dell’Ic di Campli e dalle classi 3^ A "Grafica e comunicazione" e 2^ B del “Moretti” di Roseto. Per la sezione slogan, invece, i premi sono stati attribuiti alle classi 4^ A e B della primaria “Risorgimento” di Teramo per i“La rete di protezione” e alle classi 1^ E, F e H della media dell’Ic “Pertini” di Martinsicuro per il video “Tutti per 0 e 0 per 1”. La giuria ha poi assegnato due menzioni speciali per il brano musicale rap creato dalla 1^ C dell’Iis “Crocetti” di Giulianova e per il video scratch “Il brutto anatroccolo” realizzato dalle 5^ A e B della primaria di Nereto. La mattinata si è conclusa con la consegna di un omaggio floreale degli alunni della "San Berardo" al nuovo prefetto. «Siamo rimasti stupiti: hanno svolto dei lavori che fanno comprendere quanto potenziale c’è nei nostri studenti», ha commentato Di Silvestro, che ha aggiunto, sul fenomeno in sé: «Al numero verde (contro droga e bullismo, ndr) è pervenuta una sola chiamata, ma alle forze dell’ordine sono arrivate molte segnalazioni. Il numero è un incentivo, però si può raggiungere una prevenzione efficace quando c’è un contatto diretto con i ragazzi. Bisogna capire cosa pensano e perché hanno questi comportamenti».
Chiara Di Giovannantonio
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