Vietato morire di domenica, nuove accuse delle imprese

TERAMO. Nuove polemiche solleva la Federazione del comparto funerario italiano (Federcofit) sul taglio da parte del Comune dei turni di reperibilità nelle domeniche e nelle festività...
TERAMO. Nuove polemiche solleva la Federazione del comparto funerario italiano (Federcofit) sul taglio da parte del Comune dei turni di reperibilità nelle domeniche e nelle festività infrasettimanali per il rilascio delle autorizzazioni al trasporto e sepoltura dei feretri. Il segretario regionale della federazione Paolo Di Berardino contesta le dichiarazioni dell’assessore all’anagrafe Mirella Marchese la quale ha spiegato che c’è stata condivisione con gli operatori su una scelta fatta a malincuore per carenza di organico. Di Berardino smentisce la circostanza che metà degli operatori siano stati contattati dall’ente in merito. «Gli impresari sono venuti a conoscenza del provvedimento un paio di giorni prima con un fax. E' probabile che sia stato chiesto solo a qualche impresario conoscente, che magari la domenica preferisce andare al mare. Non serviva coinvolgere le ditte ma rendersi conto dei disagi per i cittadini. E’ falso inoltre che la Team non effettua sepolture la domenica, a meno che alla base non ci sia un progetto ben preciso». Di Berardino chiarisce: «La municipalizzata ha diversi problemi legati anche ai servizi cimiteriali, per cui c’è il timore che dinanzi alla chiusura dell’ufficio di Stato civile, anche la Team stia pensando la domenica di tagliare la reperibilità per le sepolture. Il problema è che Teramo è sede dell'ospedale e le salme di un’intera provincia rimarranno bloccate da una decisione che ha il solo effetto di congestionare il lavoro del lunedì». La Marchese ha ribadito che è stata una decisione sofferta e imposta dai tagli del Governo, ma si è dichiarata pronta a fare un passo indietro e ripristinare il servizio in caso di nuovi fondi destinati alle assunzioni. (m.d.t.)
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