Villa comunale, collaudo finito Il piano terra riapre a novembre

I locali ristrutturati ospiteranno la sede del centro operativo per le emergenze sul territorio Il direttore dei lavori: «A giorni l’ultimo sopralluogo del Genio Civile, ormai l’iter si è concluso»
ROSETO. Finito il collaudo alla villa comunale e ora scatta il conto alla rovescia per la riapertura del piano terra dell’edificio. Manca solo il sopralluogo del Genio Civile ma, come spiega il direttore dei lavori, l’architetto Lorenzo Di Melchiorre, questo è ininfluente. «Entro mercoledì il Genio Civile dovrebbe effettuare il sopralluogo», spiega Di Melchiorre, «ma anche se non lo fa, noi possiamo comunque procedere alla conclusione del collaudo e andare poi in Regione. Ci siamo ormai».
Di Melchiorre, il sindaco Mario Nugnes e il dirigente ai lavori pubblici ogni settimana si incontrano per monitorare la situazione. «Abbiamo deciso di incontrarci settimanalmente», dice Nugnes, «con l’obiettivo di riaprire la villa al più presto». Dunque entro fine novembre probabilmente, o forse entro la metà, riaprirà. È prevista però, al momento, la riapertura del solo piano terra, dove le stanze restaurate sono destinate alla sede del Coc, il centro operativo comunale per le emergenze. Per le parti restanti, ovvero primo e secondo piano, e il seminterrato con gli affreschi, occorreranno ulteriori risorse.
Lo storico edificio è chiuso da ben sei anni. Secondo il cronoprogramma iniziale i lavori, iniziati il 24 giugno 2016 durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro dicembre 2017. Una prima perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determina un primo ritardo. La precedente amministrazione avrebbe voluto riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante. I lavori però sono stati bloccati due anni e mezzo e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’ ex amministrazione per il cantiere bloccato, inizialmente di 160mila euro, ma dopo un accordo bonario, ridotto a 65mila euro.
A dicembre 2020 è stato finalmente raggiunto l’accordo, e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante per far ripartire i lavori. Una volta riaperta la villa, però, bisognerà riportarci i mobili sparsi in vari depositi sul territorio comunale, che insieme a tanti volumi preziosi costituiscono i cosiddetti lasciti, un argomento che ha creato tante polemiche nel recente passato: alcuni di questi lasciti, infatti, sono stati portati all’autoporto e qui sono stati abbandonati, altri sono stati portati a Montepagano e altri ancora a Mosciano.
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