Villa comunale ferma Il Comune tratta per sbloccare i lavori

23 Ottobre 2020

L’impresa chiede un risarcimento danni di 110mila euro Il vice sindaco: «Decisi a far ripartire subito l’opera»  

ROSETO. Il Comune tratta con la ditta Dag costruzioni per cercare di sbloccare la situazione di stallo della villa comunale dove i lavori sono fermi da oltre due anni. La ditta infatti ha richiesto al Comune, inviando diverse lettere, un risarcimento danni per il cantiere fermo pari a 168mila euro circa, richiesta che ora è stata ridotta a 110mila euro: il Comune però, per il momento, non ha queste ulteriori risorse a disposizione e nella prossima riunione, in programma martedì 27 ottobre, tenterà di trovare un accordo bonario. «Stiamo lavorando per riprendere i lavori al più presto», dice il vicesindaco Simone Tacchetti, «per il momento non ho altro da aggiungere». Dopo la partenza del dirigente Paolo Bracciali, il sostituto temporaneo Marco Scorrano, già dirigente a Roseto, ha ritrovato la stessa situazione della villa comunale rispetto a due anni fa. «Speriamo di trovare un accordo con la ditta», aggiunge il rup Scorrano, «questi lavori devono ripartire». Le risorse per approvare la perizia di variante in giunta comunale, ovvero 93mila euro, ci sono ma occorre appunto la firma dell’atto di sottomissione da parte della ditta appaltatrice. I lavori di adeguamento sismico, finanziati con un milione e 140mila euro dal dipartimento di protezione civile della Regione Abruzzo e partiti circa quattro anni e mezzo fa durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, inizialmente si sarebbero dovuti concludere entro dicembre 2017, ma una prima perizia di variante, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determina un primo ritardo. Anche se dovesse essere completato il piano terra, comunque, lo storico edificio di Roseto, simbolo della cultura cittadina per anni, non tornerebbe a totale disposizione dei cittadini: si dovranno infatti completare anche il primo e il secondo piano con ulteriori 500mila euro.
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