Villa comunale, lavori a rischio Il sindaco: servono 80mila euro

Fondi indispensabili per la perizia di variante chiesta dai progettisti, slitta ancora la riapertura Ma Di Girolamo smentisce che esista il pericolo di perdere i 300mila euro di finanziamento regionale
ROSETO. «Se riuscissimo a vendere qualche bene di quelli proposti nell'asta di metà novembre, potremmo ricavare gli 80mila euro mancanti per il completamento del primo piano da destinare al Coc e approvare la perizia di variante in modo che possano ricominciare i lavori. Altrimenti dovremo attendere il 2020 e attingere dalla capacità di mutuo annua». Le parole del sindaco Sabatino Di Girolamo sulla ripresa dei lavori alla villa comunale evidenziano il rischio di allungare i tempi per la ripresa dei lavori.
La villa, luogo simbolo della cittadina, è chiusa da tre anni e i lavori sono fermi da un anno e mezzo. Con la presentazione di una perizia di variante i progettisti hanno chiesto al Comune 80mila euro di fondi in più, in aggiunta al finanziamento regionale di un milione e 200mila euro, per dei lavori “imprevisti” al fine del completamento del primo piano dove ci sarà il Coc, il centro operativo comunale in caso di emergenze.
Attualmente, però, il Comune non ha disposizione questi fondi e la perizia non può, dunque, essere approvata. I lavori alla villa comunale, per il momento, resteranno fermi e, molto probabilmente, riprenderanno nel 2020: c’è dunque il serio rischio che la villa resti chiusa per la terza estate consecutiva. «Il nostro intento è riaprirla e metterla a disposizione della cittadinanza», aggiunge Di Girolamo, «ma dobbiamo fare i conti con il nostro bilancio e con il deficit 2015, di un milione e 200mila euro, che dobbiamo ancora ripianare».
Sull’affermazione del progettista Lorenzo Di Melchiorre, secondo il quale se non riprendono subito i lavori si rischierebbe la perdita di parte del finanziamento regionale, di circa 300mila euro, il sindaco assicura che, in realtà, questo rischio non c’è. «Ho parlato con i miei dirigenti», precisa Di Girolamo, «e mi hanno confermato che il finanziamento non lo perderemo. E’ improprio che i progettisti interferiscano con le scelte amministrative, e poi potrebbero fare anche un mea culpa, visto che certi lavori imprevisti, per esempio gli interventi sul tetto, potevano a mio avviso essere ampiamente inseriti nel progetto originario».
Il sindaco critica anche la scelta, della precedente amministrazione, di destinare la villa a sede del Coc. «È stato il primo errore», evidenzia Di Girolamo, «perché l’edificio non era proprio idoneo a ospitare il Coc, essendo una struttura a destinazione culturale». Per vedere la villa completamente ristrutturata si prevedono tempi lunghissimi visto che per completare il primo e secondo piano occorrono ulteriori 500 mila euro.
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