Villa comunale, tornano le visite ma libri e opere restano fuori

27 Luglio 2022

A breve la riapertura del piano terra dell’edificio storico, dopo sei anni è in funzione anche il parco Le collezioni e i lasciti bibliotecari trasferiti per i lavori restano ancora sparsi in vari punti del territorio

ROSETO. A breve, dopo il collaudo, riaprirà il piano terra della Villa Comunale, ma il discorso dei lasciti abbandonati in varie zone del territorio ancora non viene affrontato dall’amministrazione comunale. Ci sono infatti libri preziosi e altre opere che, a luglio 2016, sono stati trasferiti in vari luoghi del territorio non solo comunale per permettere di iniziare i lavori di riqualificazione del luogo simbolo della cultura rosetana. Il trasloco però, con una delibera del consiglio comunale del 19 luglio 2016, è stata fatto senza una direttiva precisa e i preziosi libri e altre opere sono attualmente abbandonati in vari luoghi, dall’autoporto a Montepagano.
Questa situazione critica era già stata sollevata oltre un anno e mezzo fa dallo storico Mario Giunco, ex responsabile dell’ufficio cultura, sport e turismo, che per tanti anni ha custodito il patrimonio storico e culturale nella Villa Comunale di Roseto, e poco prima che si dimettesse l’ex consigliere William Di Marco aveva presentato anche una mozione nel merito, poi bocciata in consiglio comunale. L’amministrazione, comunque, sa dove sono i vari libri, perché Gaia Di Ilio nel 2016 a ottobre, mentre stava svolgendo il servizio civile alla biblioteca comunale, fu incaricata dal Comune alla catalogazione delle opere e dei volumi preziosi, effettuata insieme ad altre tre operatrici culturali. Tutto il materiale però era stato già trasportato al Misia di Mosciano, a Montepagano e in parte anche all'autoporto e così Di Ilio è stata costretta ad andare fisicamente in ognuno di questi luoghi per cercare i vari lasciti e inventariarli.
È stata dunque inventariata, secondo Di Ilio, la biblioteca storica Scialletti, vidimandola con il timbro a secco perché sono libri antichi, e ogni volume ha il suo apposito numero di inventario che identifica l’opera e la rende tracciabile. Sono stati catalogati anche la biblioteca dello spettacolo, i libri dell’istituto dialettologico Abruzzo e Molise e il lascito D’Ilario. Alcuni volumi preziosi, però, potrebbero essere all’autoporto chiusi in alcuni scatoloni.
Se sui lasciti dunque il discorso è ancora sospeso, il giardino della Villa Comunale, grazie all’incessante lavoro degli operai comunali, è fruibile per cittadini e turisti. Il parco è stato riaperto in occasione di “Aspettando Roseto Opera Prima” dopo sei anni di chiusura (in realtà la precedente amministrazione aveva provato a riaprirlo due anni fa, ma a causa di alcuni incivili è stata costretta a richiuderlo), e ora resterà a disposizione la mattina e il pomeriggio, probabilmente fino alle 20, a meno che non ci sia uno spettacolo nel teatro sul retro della Villa e allora l’orario sarà prorogato fino alla conclusione dell’evento.
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