Villa Mosca, strade strette e carenza di parcheggi

2 Giugno 2018

Dalla zona di via della Resistenza fino a via Benedetto Croce i cittadini chiedono soprattutto la manutenzione stradale, la cura del verde pubblico e una piazza

TERAMO. Due giorni fa, salendo per via Villa Mosca, gli operai erano al lavoro per il rifacimento della strada. I cartelli indicavano la durata dei lavori fino alla famosa rotonda in pendenza, in via della Resistenza. Famosa perché avrebbe dovuto abbellire l’ambiente con una statua o una pianta ed è rimasta, invece, spoglia. E anche perché durante la pioggia l’acqua va in direzione delle case per la poca profondità dei canali di scolo.
Lina Di Girolamo, una abitante del posto, ha denunciato: «Le macchine vanno a sbattere contro la rotonda per colpa delle buche, che vengono coperte ma si riaprono velocemente».
VIABILITÀ. Villa Mosca è stata definita la “Cenerentola” di Teramo dal presidente del comitato di quartiere Demetrio Rasetti, perché «non ha avuto una corretta pianificazione: la presenza dell’ospedale avrebbe dovuto prevedere una ristrutturazione delle strade per permettere il passaggio di più veicoli, soprattutto per la vicinanza con il carcere e l’università». Il problema ora è che le vie sono troppo strette per ospitare il flusso di automobili. «Noi del comitato proponemmo di rimettere in sesto via Rivacciolo, che ora è chiusa, per far defluire il traffico».
Apre poi una parentesi circa la questione ospedale: «Chiediamo al nuovo sindaco di non spostarlo ma di adeguarlo, semmai, alle nuove normative di sicurezza: toglierlo sarebbe molto negativo per il quartiere, che si è caricato di tutti i suoi servizi e disservizi». Anche nella zona di via Benedetto Croce i residenti si augurano manutenzioni stradali. Elena D’Ignazio chiede «che la via venga asfaltata: l’altro ieri ho cambiato le gomme per la terza volta. Le strade poi sono a doppio senso ma non ci entrano le auto. Non si passa più». E per quanto riguarda la cosiddetta “strada Castellani”, cioè via Franchi, «sta incominciando ad essere percorsa però per ora non sono soldi ben spesi. Inizialmente prevedeva un collegamento con la superstrada fino alla zona della Resistenza. Non hanno fatto più fatto questa tratta per concludere i lavori in fretta: sarebbe stata molto comoda».
La preoccupazione per la condizione del manto stradale è anche di chi gestisce una attività, come Sabatino Taraschi, del tabacchi e market Coal: «I marciapiedi sono stati progettati e costruiti male, mancano anche le pedane per i disabili. Non ci sono parcheggi e questo penalizza tantissimo le attività commerciali». Le auto infatti si devono fermare quasi a ridosso della strada e questo «a qualcuno ha dato fastidio in passato: la vecchia amministrazione comunale ha collocato due divieti di sosta. Ma io mi chiedo allora: senza parcheggi, dovevamo chiudere bottega?».
PIAZZA. Conclude così Taraschi: «Nello spiazzo di fronte alla chiesa Madonna della Salute non c’è un lampione: ho litigato per farne mettere uno, ma ora non funziona più». Il luogo appena citato è quello individuato dai cittadini, ormai da molti anni, come nuovo polo di socializzazione. Demetrio Rasetti interviene ancora: «Vorremmo una piazza smart, con tanto di bike sharing e percorsi ciclopedonali. Villa Mosca è l’unico quartiere a non avere un luogo del genere».
VERDE E TRASPORTI. In alcune zone del quartiere, come in via delle Playe, la vegetazione totalmente trascurata è arrivata a coprire i lampioni. Sono anche rimasti «i rifiuti lasciati dagli operatori del Comune dopo il taglio dell’erba», racconta Lina Di Girolamo. E in mancanza delle pulizie comunali, c’è chi provvede per la comunità: «Un contadino pulisce annualmente i marciapiedi di una intera via», racconta Elena D’Ignazio.
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, ci sono problemi legati alla cura delle pensiline, usate da alcuni incivili come discariche abusive. Bruna Pannuzzi, una residente di via Resistenza, chiede: «I bus dovrebbero essere più precisi negli orari, scappano. Il capolinea lo hanno spostato da una zona più abitata ad una meno, situata in cima ad una salita: una volta rischiai l’infarto per raggiungerlo».
Mattia Di Sabatino, studente fuori sede dell’università di Teramo chiede un «bus che colleghi l’ateneo a Villa Mosca. Al momento, per tornare a casa, prendo due corse diverse impiegando 30 minuti. Potrei mettercene cinque data la vicinanza dell’università con il quartiere».
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