Villa, serve il parere della Sovrintendenza

Il vice sindaco Tacchetti: «Andrò a Pescara per sollecitare il nulla osta e potere riavviare i lavori»
ROSETO. Chiusa da tre anni ormai, con i lavori fermi da circa un anno. E’ la situazione della villa comunale di Roseto, per anni simbolo della cultura cittadina.
Il Comune che attende da circa un mese il parere della Soprintendenza ai beni e alle attività culturali in merito a una perizia di variante presentata a fine dicembre dai progettisti, la seconda in due anni, a causa di lavori imprevisti. Mentre il parere della Protezione civile è arrivato, quello della Soprintendenza latita.
«Tre settimane fa abbiamo avuto un incontro con l’architetto Roberto Orsatti», dice Lorenzo Di Melchiorre, uno dei due progettisti, «e ci ha assicurato che a stretto giro avrebbe mandato questo parere, ma ad oggi ancora nulla».
Sulla questione interviene anche il vicesindaco Simone Tacchetti, che da mesi sta sollecitando la Soprintendenza, per far sì che i lavori possano ricominciare al più presto. «Nei prossimi giorni mi recherò personalmente a Pescara», precisa Tacchetti, «perché non possiamo più restare fermi. La riconsegna della Villa alla cittadinanza, almeno per quanto riguarda il primo piano, che ricordiamo sarà la sede del Coc (centro operativo comunale per le emergenze), è diventata urgente ormai». Si andrà però ancora per lunghe, perché una volta ottenuto il parere della Soprintendenza, c’è bisogno di un ulteriore passaggio al Genio civile, per poi arrivare all’approvazione in giunta comunale.
Per l’inizio dell’estate, dunque, probabilmente il cancello resterà chiuso, e molti cittadini sono quasi rassegnati. «Passare lì davanti e vedere la Villa in queste condizioni mi fa male», dice un cittadino, «l’edificio era custode di beni preziosi, che ora sono sparsi per il territorio e chissà quando torneranno qui». (l.v.)
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