Villaggio Salinello, spiaggia da raddoppiare

27 Aprile 2016

Tortoreto, il Tar ordina di rivedere il piano demaniale entro 60 giorni, altro ostacolo per la giunta

TORTORETO. Un'altra tegola per il Comune di Tortoreto in piena crisi politica e con la stagione turistica alle porte: il consiglio comunale ha due mesi di tempo per rivedere il piano demaniale e raddoppiare la spiaggia data in concessione al villaggio Salinello. Questo l'ordine contenuto in una sentenza del Tar dell'Aquila, che nei giorni scorsi è tornato ad esaminare una vicenda nota in città almeno da quattro anni.

Nel 2012, infatti, la proprietà del villaggio sulla costa sud tortoretana fece ricorso contro una delibera comunale del 2007 e lo vinse. Il Comune, in sostanza, aveva concesso al villaggio la porzione di arenile che coincideva con i lati della struttura ricettiva, che però rappresentava meno della metà di quanto dovuto, commettendo, secondo il Tar, una «disparita di trattamento rispetto agli altri concessionari». Il villaggio Salinello, infatti, poteva godere di 6.580 metri quadri di arenile per l'ombreggio, in deroga alla normativa vigente, secondo la quale, invece, il villaggio aveva diritto a 16 metri quadri di spiaggia per ogni unità abitativa all'interno della struttura (ne sono 960), quindi a 15.360 metri quadri di arenile. Nonostante la sentenza del Tar del 2012, però, il Comune di Tortoreto non ha mai concesso al villaggio Salinello il raddoppio del suo arenile. L'ente non si è piegato nemmeno di fronte alle due diffide che i legali della proprietà della struttura hanno inviato negli anni successivi, nel 2013 e anche nel 2014, nel tentativo di vedere rispettata la prima sentenza.

Ora, però, il Tar si è espresso di nuovo sulla vicenda, ordinando innanzitutto al Comune di pagare tutte le spese legali dei due ricorsi (pur rigettando il risarcimento chiesto dalla proprietà del villaggio), ma intimando soprattutto all'ente di concedere alla struttura tutto l'arenile di cui ha diritto. E l'azione deve avvenire entro 60 giorni, pena la nomina di un commissario ad acta con il potere di decidere sul tema indipendentemente dalla volontà politica del consiglio comunale. La situazione, ora, potrebbe provocare ulteriori difficoltà all'amministrazione del sindaco Alessandra Richi in piena crisi politica. I 60 giorni di tempo per modificare uno strumento così importante come il piano demaniale, infatti, capitano proprio nel bel mezzo di un periodo di forte discussione e di confusione, in cui non c'è alcuna certezza che il primo cittadino abbia ancora la maggioranza in consiglio comunale.

Luca Tomassoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA