Villani: non più tollerabile tenere gli impianti chiusi

Il sindaco di Pietracamela scrive alla Gran Sasso Teramano e alle istituzioni: «Risposte immediate, si rischia che la cabinovia non riapra neanche in estate»
PIETRACAMELA. Una richiesta di chiarimenti che porta con sè un grido di aiuto, ma anche di rabbia per sbloccare la situazione impianti Prati di Tivo definita «non più tollerabile» e salvare almeno la stagione estiva dopo che quella invernale ha visto, anche quest’anno, la stazione chiusa.
È il contenuto della lettera che il sindaco di Pietracamela Antonio Villani ha inviato alla Gran Sasso Teramano, la società in liquidazione proprietaria degli impianti di cui il Comune fa parte e agli altri soci: la Regione, la Provincia, la Camera di commercio del Gran Sasso, il Comune di Fano Adriano, le amministrazioni separate degli usi civici (Asbuc) di Pietracamela e Intermesoli. «La situazione non risolta della vendita degli impianti dei Prati impedisce la liquidazione della nostra società, creando una situazione di stallo che non è più sostenibile, soprattutto da chi come me svolge il ruolo di amministratore», recita la missiva, «stante tale situazione non è stato possibile programmare la stagione invernale, con grave danno di immagine e soprattutto economico per tutto il comprensorio montano. Per quanto concerne l’imminente stagione primaverile/estiva l’attuale situazione nella definizione della vendita degli impianti fa presagire una elevata incertezza sull’apertura della cabinovia anche per l’estate e non possiamo permettercelo».
Per questo Villani e la sua amministrazione chiedono ai destinatari della lettera una serie di chiarimenti. In primis sulla riconsegna della cabinovia della Madonnina che ancora non è stata onorata dal gestore scaduto Marco Finori adducendo, come Villani scrive, «ragioni incomprensibili». «In una recente riunione dei soci fu richiesta al liquidatore di provvedere alla riconsegna anche attraverso un atto giudiziario», aggiunge, «cosa non fatta perché ci si è fidati della parola del gestore che non ha mantenuto». Il primo cittadino passa poi alla procedura di vendita del lotto delle attrezzature: «Questa amministrazione chiede una volta per tutte la procedura di vendita con l’impresa aggiudicataria invitandola alla presentazione per la stipula dell’atto dal notaio di sua fiducia in data e orario stabiliti: naturalmente la mancata presentazione esclude ogni altra pretesa di acquisto». Viene poi presa in considerazione, nel caso di mancata vendita delle attrezzature, l’ipotesi «di bandire per tempo un bando di gara per la gestione della cabinovia per i quattro mesi - giugno, luglio, agosto e settembre - della stagione estiva alle stesse condizioni della gestione precedente con l’esclusione di soggetti e/o ditte che hanno in essere contenziosi con la Gst», recita ancora la lettera, «la gestione estiva è di fondamentale importanza per ridare ossigeno a tutte le attività economiche, ma anche un valore in termini di sicurezza per facilitare le squadre di soccorso alpino». Infine, rivendicando l’impegno assunto dal Comune nella redazione e gestione del Pidav, il piano antivalanghe, come soggetto non competente perché incombenza del gestore. Villani conclude parlando della liquidazione della Gst con istanza di fallimento: «La liquidazione si sta prolungando per troppo tempo con costi per mantenere viva la società e i tecnici e gli avvocati che dobbiamo via via impegnare per far fronte a tutte le diatribe giudiziarie in atto. Ci auguriamo che sia completata in termini rapidi, ma ricordiamo che di recente ci è stato richiesto di rifinanziare parzialmente la società per far fronte alle spese vive necessarie».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

