Violentata dopo la discoteca l’amico finisce a processo

La ragazza accusa l’uomo di aver abusato di lei in auto perché ubriaca Lui nega e ribatte: il rapporto sessuale c’è stato, ma lei era consenziente
ROSETO. E’ un’ipotesi di violenza sessuale tutta da accertare nel corso del dibattimento che si è aperto ieri quella che la procura contesta a un 35enne rosetano. L’uomo è finito a processo dopo che una sua amica lo ha accusato di averla violentata approfittando del fatto che aveva bevuto. La violenza sarebbe avvenuta in macchina, al termine di una serata trascorsa in discoteca. La ragazza nella denuncia ha detto di non ricordare quasi nulla, ma di essersi ritrovata con la biancheria intima strappata. L'imputato, che non ha mai negato di essersi appartato con la giovane, ha sempre sostenuto che il rapporto sessuale c’è stato ma che la ragazza era consenziente.
A chiedere il processo è stato il pm Stefano Giovagnoni (richiesta poi accolta dal gup) al termine di una lunga e delicata indagine preliminare nel corso della quale più volte sono stati ascoltati sia l’uomo sia la donna. Quest’ultima ha raccontato di non ricordare quasi nulla di quella sera perchè aveva bevuto, ma di essersi ritrovata a casa con la biancheria intima strappata e di aver solo alcuni brevissimi flash di quello avvenuto in macchina. A portare il pm a chiedere il giudizio per l’uomo, molto probabilmente, è stato il recente pronunciamento della Cassazione che nel 2014 ha sancito un principio di diritto in merito ai reati di violenza sessuale. «Integra il reato di violenza sessuale, con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica», hanno scritto i giudici della Suprema corte, «la condotta di chi induca la persona offesa a subire atti sessuali in uno stato di infermità psichica determinato dall'assunzione di bevande alcooliche, essendo l'aggressione all'altrui sfera sessuale connotata da modalità insidiose e subdole».
Con questo principio di diritto la Cassazione penale si è pronunciata sul ricorso di un uomo, imputato del reato di violenza sessuale per aver costretto una donna a subire un rapporto sessuale completo, con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di una persona in condizioni di minorata difesa in quanto ubriaca. L’udienza (davanti al collegio presieduto da Roberto Veneziano) è stata aggiornata al 23 giugno con l’audizione dei primi testi citati dalla pubblica accusa.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

