Violenza contro le donne Arrestati due teramani

26 Gennaio 2021

La polizia ferma un 50enne accusato di aver minacciato la ex con un coltello e un 30enne che è entrato di forza in casa di una ragazza devastando i mobili

TERAMO. Le leggi servono a definire un confine, non solo penalmente, ma anche moralmente e culturalmente invalicabile. La nuova norma del Codice rosso non basta a fermare i numeri sempre in crescita, ma dà strumenti efficaci per non perdere tempo davanti a maltrattamenti e reati persecutori. Proprio perché i numeri, nonostante tutto, continuano ad aumentare. Gli ultimi casi arrivano da Teramo, dove in poco meno di 48 ore in due sono stati arrestati: un 50enne teramano che con un coltello ha minacciato di morte la ex compagna per costringerla a tornare con lui e un 30enne pure teramano che si è intrufolato nell’abitazione della donna con cui aveva un rapporto d’amicizia.
Nel primo caso le indagini della squadra mobile sono state avviate a gennaio quando alla Procura è giunta una segnalazione dal personale medico dell’ospedale di Giulianova che riferiva che l’uomo aveva manifestato la volontà di uccidere la sua ex compagna. Le immediate indagini hanno permesso di accertare che l’uomo, dal mese di agosto 2020, non rassegnandosi alla fine della relazione sentimentale, aveva iniziato a perseguitare la donna con continue telefonate e messaggi e con appostamenti sul luogo di lavoro e presso l’abitazione nel corso dei quali offendeva pubblicamente la donna che non voleva riallacciare la relazione. In una di queste occasioni, dopo l’incontro con l’uomo che l’aveva pedinata, la vittima aveva avuto un malore a seguito del quale aveva fatto ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso. L’uomo inoltre, nei primi giorni del mese di gennaio di quest’anno, dopo aver seguito la donna con la sua autovettura fino ad un parcheggio a Giulianova, aveva estratto dalla tasca dei pantaloni un coltello e l’aveva minacciata di morte.
Il secondo caso è quello che ha visto il trentenne teramano arrestato per violazione di domicilio aggravata, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Secondo la versione fornita dalla polizia a chiedere aiuto è stata una donna di 26 anni che al 113 ha raccontato di aver trovato in casa un uomo, con cui aveva un rapporto d’amicizia, che era entrato nell’abitazione dopo aver scavalcato il recinto e danneggiato la porta d’ingresso. Alla vista degli agenti della volante l’uomo ha continuato ad aggredire verbalmente la donna dopo aver danneggiato sedie e mobili e averla minacciata di morte. A questo punto è stato portato in questura dove, sempre secondo la versione della polizia, ha mantenuto il suo atteggiamento aggressivo a tal punto che è stato richiesto l’intervento dell’ambulanza del 118.
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