Violenza sessuale, confermate le accuse al ginecologo Ciarrocchi

29 Ottobre 2021

La Procura firma l’avviso di conclusione delle indagini per il medico teramano. Intanto la Cassazione respinge il ricorso contro la sospensione dalla professione disposta dal tribunale del Riesame

TERAMO. La Procura conferma le accuse con la firma dell’avviso di conclusione delle indagini e la Cassazione respinge il ricorso contro il provvedimento di sospensione dalla professione: sono questi i due nuovi passaggi che scandiscono l’inchiesta giudiziaria in cui il ginecologo teramano Francesco Ciarrocchi è indagato per violenza sessuale dopo la denuncia di una ragazza. Il medico (difeso dagli avvocati Guglielmo Marconi e Tommaso Navarra) aveva fatto ricorso alla Suprema Corte contro il provvedimento con cui i giudici del tribunale del Riesame lo hanno sospeso dalla professione dopo aver revocato la misura degli arresti domiciliari.
Per ora, dunque, per il medico (per questa vicenda già sospeso dalla Asl e da maggio scorso tornato a fare l’assessore comunale a Montorio) resta valido il pronunciamento del Riesame.
Quasi in contemporanea con il provvedimento della Suprema Corte, è arrivato l’avviso di conclusione firmato dal pm Francesca Zani in cui il magistrato conferma tutte le accuse sollevate nei confronti del professionista. Ad accusare il ginecologo è una ragazza che con lui ha avuto un rapporto professionale. Nel settembre dello scorso anno la donna (assistita dall’avvocato Monica Passamonti) ha presentato una denuncia per degli abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel corso di una visita ginecologica svolta nell’ambulatorio privato di Ciarrocchi. Una querela in cui la giovane ha raccontato come il professionista, nel momento degli abusi, le avesse anche proposto di vedere un film porno sul telefono cellulare. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, che subito dopo l’applicazione della misura cautelare si è svolto davanti al gip Roberto Veneziano (il giudice che ha firmato l’ordinanza della misura cautelare), Ciarrocchi ha respinto tutte le accuse sostenendo di aver fatto «solo il medico».
Accusa, quella di violenza sessuale, che la donna ha ribadito nel corso di un lungo incidente probatorio chiesto dallo stesso pm e disposto dal gip Veneziano. Un’audizione fatta nel contraddittorio delle parti che per la Procura ha avuto l’obiettivo di cristallizzare la testimonianza della ragazza. È verosimile che dopo l’avviso di conclusione delle indagini e trascorso il termine di venti giorni per la presentazione di eventuali memorie difensive o richieste di audizioni da parte dell’indagato, la Procura firmi la richiesta di rinvio a giudizio.
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