Violenza sessuale, prof rosetano rinviato a giudizio a Belluno

3 Febbraio 2016

L’uomo, che insegna educazione fisica in una scuola di Cortina d’Ampezzo, avrebbe palpeggiato tre studentesse nella palestra dell’istituto. La sua difesa: è stato solo un contatto casuale

ROSETO. Avrebbe palpeggiato tre ragazze nella palestra di una scuola, a Cortina d’Ampezzo, e questo gli è costato un rinvio a giudizio per rispondere di violenza sessuale. Aggravata perché commessa su tre studentesse minorenni, per di più nell’ambito scolastico. È questa l’accusa che viene mossa a un professore di educazione fisica originario di Roseto che insegna da diversi anni in un istituto scolastico di Cortina d’Ampezzo. L’uomo è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Belluno Federico Montalto. La prima udienza del dibattimento è stata fissata per il 26 ottobre, di fronte al tribunale collegiale. Due delle tre studentesse – all’epoca dei fatti di età compresa tra i 15 e i 16 anni – si sono costituite parte civile per ottenere il risarcimento dei danni.

I fatti contestati dal pubblico ministero Simone Marcon risalgono all’ottobre di due anni fa. Le ragazze sono normalmente in tuta, come in una qualsiasi ora di ginnastica. Sono descritte anche come molto sveglie, ma non per questo avrebbero assunto atteggiamenti provocanti né avrebbero in alcun modo fatto intendere all’insegnante di essere disposte ad accettare effusioni o altro. Secondo quello che racconta la loro denuncia, capita che una di loro si senta appoggiare una mano sulla spalla. Se tutto si fermasse lì, niente di male, ma quelle dita scivolano improvvisamente su un seno. Nella stessa mattinata, altre due stanno raggiungendo lo spogliatoio femminile e il professore le avrebbe palpeggiate davanti alla porta d’ingresso. Secondo loro, si tratta di una violenza sessuale inaccettabile, mentre l’uomo si è difeso sostenendo che il contatto era del tutto casuale. Non era una “mano morta”, insomma; al massimo un tentativo di convincerle ad accelerare l’operazione, senza cattivi pensieri o cattive azioni. Nessuna molestia, quindi, tantomeno a carattere sessuale.

Dopo questi episodi, risulta che il professore sia stato sospeso, quando ormai mancano pochi anni alla pensione. La vicenda è salita ieri nell’auletta delle udienze preliminari al terzo piano del palazzo di giustizia di Belluno e il giudice per le udienze preliminari ha accolto la richiesta della procura, mandando a giudizio l’insegnante. Ci sarà un processo pubblico per il reato di violenza sessuale e la prima data, quella dell’udienza filtro, nella quale produrre le liste dei testimoni, è stata messa in calendario per il 26 ottobre. Scontato un rinvio per l’assunzione delle prove: da capire se breve oppure se il processo sarà rinviato all’anno prossimo.

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