Violenza su una 17enne disabile Processo bis per un civitellese

L’imputato è un uomo di 55 anni che secondo l’accusa avrebbe abusato della ragazza Una prima condanna è stata annullata per motivi procedurali. Vittima e genitori parte civile
CIVITELLA DEL TRONTO. I passaggi obbligati di un procedimento giudiziario scandiscono le tappe dolorose di ogni processo. Soprattutto in alcuni casi. Come quello che si è aperto ieri mattina a carico di un 55enne di Civitella del Tronto accusato di aver violentato una ragazza ascolana approfittando dello stato di disabilità psichica della vittima, all'epoca dei fatti 17enne. In aula, per la seconda volta, la ragazzina e i suoi genitori sono tornati a costituirsi parte civile.
Per l’imputato, infatti, è un processo bis dopo che l’anno scorso la corte d’appello di Ancona ha annullato la sentenza di condanna a quattro anni arrivata al termine del primo procedimento tenuto ad Ascoli con il rito abbreviato. Questo perchè secondo i giudici d’appello di Ancona i fatti si sarebbero svolti in Val Vibrata e quindi la competenza territoriale spettava al tribunale teramano. Così gli atti sono stati trasmessi alla Procura teramana che ha riformulato le accuse nei confronti dell’uomo chiedendo il suo rinvio a giudizio. Il 55enne (assistito dall’avvocato Florindo Tribotti) dopo l’avviso di conclusione delle indagini aveva chiesto di essere ammesso al rito abbreviato, condizionato ad una perizia psichiatrica. Richiesta respinta all’epoca dal gup Roberto Veneziano e nuovamente ieri mattina in apertura di dibattimento davanti al collegio presieduto da Franco Tetto (a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini). I fatti contestati al 55enne risalgono ad alcuni anni fa, con la denuncia partita dal padre della vittima. All'epoca l'uomo scoprì uno scambio di foto erotiche tra la figlia e due uomini e si rivolse immediatamente alle forze dell'ordine, con le successive indagini che fecero emergere una storia di abusi ai danni della ragazzina. Abusi per il quale il 55enne era stato condannato dal gup del tribunale di Ascoli a 4 anni per violenza sessuale e detenzione di materiale pornografico, condanna successivamente annullata dalla corte di appello di Ancona per la quale i fatti sarebbero avvenuti in territorio di Teramo. Da qui un problema di competenza territoriale, con gli atti inviati alla Procura di Teramo che ha successivamente chiesto ed ottenuto il giudizio per l’uomo.
Per la stessa vicenda sono già stati condannati altri due uomini: un 63enne di Corropoli per il quale a giugno la corte d'appello di Ancona ha confermato la condanna a 3 anni e 4 mesi, e un 51enne di Folignano, nell’Ascolano, condannato in via definitiva a due anni e mezzo. Dopo l’udienza di ieri mattina si torna in aula il 24 maggio con l’audizione dei primi testi della Pubblica accusa.
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