Violinista-scrittore di 22 anni in scena con la sua opera prima

20 Febbraio 2016

Lino Bernardo Testa, studente di Canzano al Dams porta a Teramo la sua “H2O” dopo i successi in vari teatri

TERAMO. Ha 22 anni. Da quando ne aveva 5 suona la chitarra, ma ad 8 anni è passato al violino. Il fatto che Lino Bernardo Testa poco più di 20 anni abbia iniziato a scrivere musiche per testi teatrali e colonne sonore per cortometraggi può non stupire più di tanto. Un giovane talentuoso e intraprendente, si potrebbe dire. Ma se poi a 22 anni il giovane di Canzano, studente al Dams di Bologna, scrive anche un testo teatrale che viene rappresentato in diverse piazze italiane e poi vince anche un premio in Polonia, allora quel 22enne diventa una promessa. E anche un motivo di orgoglio per quella comunità a cui Testa resta legato.

Non a caso il 27 febbraio alle ore 17 nella sala San Carlo (ingresso libero) il suo “H2O” sarà messo in scena, per la regia di Simone Bevilacqua, in collaborazione con l’associazione Teramo Nostra.

Il violinista-scrittore torna volentieri dalle sue parti, sfidando quel “nemo propheta in patria” che l’entusiamo dei 22 anni permette di non considerare. D’altronde Testa, che ha già un bel curriculum come musicista – ha suonato a lungo con l'orchestra giovanile Sibelius Young Orchestra, diretta da Paolo Giuseppe Oreglia, ad esempio – ora ha deciso di percorrere anche la strada della scrittura.

«Ho scritto sin da quando ero piccoli», racconta, «con una propensione ai dialoghi e alle scene parlate più che alla descrizione. E comunque al Dams sto facendo un percorso (verso la laurea specialistica, ndr) imperniato su musica e teatro. Tra i miei interessi ci sono la filosofia e la politica, per cui mi è venuta l’idea di scrivere un testo su un uomo che smettesse di consumare, di spendere soldi. Poi ho deciso di procedere con una metafora, sostituendo l’acqua ai soldi, sebbene il parallelo nel testo non sia esplicitato». Nelle sceneggiatura Testa lancia un messaggio chiaro: «Le democrazie occidentali non esistono dal punto di vista economico, la libertà in economia non esiste. Non c’è possibilità di scelta: o ti adegui o sei emarginato».

Un messaggio che dev’essere piaciuto, viste le 13 repliche a Bologna, le due a Roma, una a Crotone, una a Brindisi e la partecipazione al festival internazionale del teatro indipendente Pro Contra, a Stettino, Polonia, dove ha vinto il premio speciale dell'organizzazione. «Un successo inaspettato», si schermisce Testa, «intanto non mi aspettavo che nessuno lo mettesse in scena. Ma nella stessa associazione culturale Thalia che ho contribuito a fondare e di cui ora sono vicepresidente ha parte un regista, Bevilacqua, a cui il testo è piaciuto e che l’ha messo in scena. Ne è nato un successo, diciamo, underground. Ora il lavoro della compagnia va avanti e, tra l’altro, sta lavorando alla messinscena del mio secondo testo, nel quale mi occupo anche delle musiche, La Cosmétique, ispirato a un romanzo di Amelie Nothomb, che debutterà a Bologna in aprile. E’ un discorso che un uomo fa con se stesso: la morale dialoga con l’istinto».

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