Virtus Teramo, ritorno in Eccellenza

1 Maggio 2018

La società del patron Di Antonio ottiene la quarta promozione di una storia cominciata nel 2009

TERAMO. Vincere, in qualsiasi campionato ed in qualsiasi disciplina sportiva, soprattutto quando si parte con i favori del pronostico, non è mai facile. Ma la Virtus Teramo, società nata nel 2009, ci è abituata visto che quella ottenuta con i tre punti conquistati domenica a San Gregorio è la quarta promozione della propria storia ed è il secondo salto in Eccellenza, categoria riconquistata a distanza di appena una stagione dopo l’amara retrocessione dell’anno passato. «Non conosciamo mezze misure», sottolinea un orgoglioso e felice presidente Filippo Di Antonio, «o facciamo campionati d’alta classifica o di bassa e, per fortuna, fino ad oggi, sono state più le volte che siamo stati ai vertici. Anche questo successo, per esempio, è figlio di una programmazione ma soprattutto di una società sana, con dirigenti che fanno della trasparenza la loro arma principale, mi sono contornato di belle persone e questo aiuta a vincere».
I numeri, per i biancorossi, sono stati davvero importanti: 76 punti con 23 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte. Una macchina da gol, ne ha messi a segno 88 ed è un record di cui 54 sul campo amico. «Per dieci, dodici incontri, tra l’altro, non abbiamo avuto a disposizione, causa infortunio, il nostro attaccante principale Pigliacelli ma, a turno, un po’ tutti, hanno trovato la via della rete. Nella prima parte della stagione abbiamo avuto qualche difficoltà di troppo, abbiamo accumulato 4 sconfitte ma soprattutto eravamo incapaci di ribaltare il punteggio una volta passati in svantaggio. Per questo motivo abbiamo deciso per il cambio in panchina con Pasqualino Di Serafino che ha preso il posto di Patrick Moro che, comunque, mi sento di ringraziare al pari dei giocatori che sono andati via nel corso della stagione come Micolucci e Di Giacinto. Sono migliorati il gioco e l’attenzione e, non a caso, nel girone di ritorno, siamo riusciti a vincere 13 gare su 17 senza perdere più conquistando la bellezza di 43 punti. Mister Di Serafino», prosegue il massimo dirigente della Virtus Teramo, «rappresenta, sicuramente, un lusso per la categoria, noi, come società l’abbiamo messo anche nelle condizioni migliori per lavorare».
Quello della Virtus è un gruppo unito e, non a caso, il presidente Filippo Di Antonio ha una dedica particolare. «Il primo pensiero, al di là di quelli scontati alla famiglia ed ai collaboratori, va a Jacopo Gaddini, il nostro secondo portiere che, durante la stagione, ha avuto rarissime occasioni per mettersi in mostra eppure si è sempre allenato con grande dedizione. Lui rappresenta un po’ l’emblema della nostra società, uno dei segreti per vincere, e a noi è capitato diverse volte, è quello di avere grandi persone».
Veniamo al futuro. È presto per parlare di obiettivi? «Bè, sì, ora ci prendiamo qualche giorno di meritato riposo e poi vedremo. Anche se va tenuto ben presente che dallo scorso anno c’è il progetto avviato con il San Nicolò. A stretto giro ci siederemo a tavolino e ne parleremo per valutare ulteriori sviluppi».
Un tasto dolente, però, è quello relativo al campo. Quest’anno avete giocato spesso all’Acquaviva che, però, non è a norma per un campionato importante come l'Eccellenza. «Per fortuna, mi verrebbe da dire, che non dobbiamo formalizzare l’iscrizione al campionato entro domani. Credo che sarà il problema dell’estate. Il sindaco che sarà eletto dovrà avere questa problematica al primo posto della propria agenda, è una priorità altissima. Né l'Acquaviva né il campo di San Nicolò, il "Dino Besso", sono a norma per l'Eccellenza. La questione dovrà essere risolta».
Matteo Falzon
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