Visite guidate all’ex manicomio

6 Settembre 2014

Quattro esperti spiegheranno i segreti dell’edificio abbandonato da 20 anni

TERAMO. Pochi ne conoscono tutta la storia, anche tra i teramani doc. Ancora meno quelli che forse ne apprezzano i dettagli architettonici «stratificati» in sette secoli. Eppure, l’ex ospedale psichiatrico di cose da raccontare ne ha ancora tante. A farlo per lui oggi ci sono i quattro «ciceroni» del gruppo che ormai da tempo è a lavoro per conservare e diffondere la memoria di questo «incubatore di dolore» abbandonato da più di 20 anni all’ingresso del centro storico. Si tratta dello studioso Fabrizio Primoli, i due architetti Roberto Di Donato e Nicola D’Anselmo, e la psicologa Antonella Cicioni. Da oggi vestiranno anche i panni delle guide per condurre cittadini e turisti alla scoperta dell’ex manicomio, nato nel 1323 come ospizio e luogo di recupero per malati e chiuso definitivamente nel 1998.

Le visite per ora saranno all’esterno dei sei padiglioni intorno al nucleo centrale del complesso da 30mila metri quadrati (l’edificio di proprietà della Asl non è accessibile per ragioni di sicurezza). «Ciascun settore ha una sua storia», dice Primoli, «custodisce e racconta i dolori di chi lì dentro ha vissuto o lavorato. Durante le “passeggiate” spiegheremo come funzionava l’ex ospedale, gli aspetti storico-architettonici e le trasformazioni da struttura caritatevole, in mano alla chiesa, a luogo laico e scientifico». Le visite inizieranno dalla chiesa di Sant’Antonio Abate, a cui è intitolato l’ex ospizio, e proseguiranno lungo il perimetro del manicomio, per anni il più grande del Centro Sud arrivando a contare anche1.400 pazienti dopo il secondo conflitto mondiale. I ciceroni, inoltre, chiederanno alla Asl di poter accedere per le visite almeno al cortile interno che offre una perfetta visuale su alcuni padiglioni. Le visite saranno gratuite, per prenotarle e accordarsi su giorni e orari basta scrivere a visiteguidate@ospedalepsichiatrico.it. Il gruppo – di cui fa parte anche l’architetto Luigi Ippoliti – due anni fa ha già lanciato un sito (www.ospedalepsichiatrico.it) con foto, articoli e documenti sull’ex manicomio. In cantiere invece c’è un progetto importante, quello cioè di raccogliere video, racconti e interviste di chi ha lavorato nella struttura prima che il passare del tempo porti via queste testimonianze. Sul recupero del complesso, di cui ormai si parla da anni, Primoli spera invece che «una parte sia destinata ad un museo della psichiatria dove custodire materiale che altrimenti rischia di andar perso». (f.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA