Vita da super-presidi: «Contenti così, anche se saltiamo i pasti»

13 Ottobre 2016

Si raccontano i quattro dirigenti scolastici della provincia alle prese con reggenze di istituti vacanti Sacrifici in famiglia, spostamenti e tanti problemi da affrontare ma una sola passione: gli studenti

TERAMO. Vita da super-presidi: orari no stop e pranzi saltati, ma a sostenerli è quella passione per il mondo della scuola che li aiuta a superare le difficoltà. Che non mancano mai, visto che i problemi sono il loro vero pane quotidiano. Quest'anno la provincia di Teramo conta quattro super-presidi, ovvero quei dirigenti che, oltre a guidare le scuole di cui sono titolari, hanno avuto la reggenza di altri istituti rimasti vacanti nella guida.

Loro sono Achille Volpini, preside a Teramo del Pascal-Comi-Forti e reggente a Bellante dell'istituto comprensivo Saliceti, Loredana Di Giampaolo, dirigente del liceo classico Delfico e del Convitto nazionale con annesso liceo coreutico, Eleonora Magno, preside dell'istituto comprensivo di Montorio-Crognaleto e da quest'anno reggente del liceo artistico Grue di Castelli, e infine Stefania Nardini, dirigente del polo Alessandrini-Marino e alla guida del liceo statale Milli (rimasto scoperto dopo la morte del preside Giovanni Di Giannatale).

Sul numero delle reggenze interviene, dall'ufficio scolastico, il provveditore Massimiliano Nardocci: «Non sono numeri molto alti e possono essere considerati fisiologici, poiché»,spiega, «con il calo demografico, ogni anno ci possono essere istituti che si sottodimensionano e per i quali bisogna successivamente provvedere». Da non sottovalutare inoltre il problema del concorso per dirigenti che tarda ad arrivare.

Se Di Giampaolo e Nardini giocano in casa avendo la possibilità di dirigere più istituti nella stessa città e, per Di Giampaolo addirittura nello stesso edificio, la situazione si fa più complicata per gli altri due presidi che operano su due e più comuni e che quindi sono costretti a macinare chilometri in macchina per raggiungere i vari plessi. Facilitate, si fa per dire, le prime due dirigenti che si rapportano solo a ragazzi delle superiori, (Di Giampaolo ha un bacino di 1100 studenti, 1300 Nardini). Invece i presidi Magno e Volpini hanno a che fare con alunni che vanno dai 3 ai 19 anni. Un polo minore quello guidato da Magno, con meno di mille alunni parcellizzati però in un'area montana piuttosto estesa, rispetto ai 1250 studenti seguiti invece da Volpini.

Qual è la loro giornata tipo? «Lavoro dalle 8 fino a tarda sera, spesso dopocena e anche durante i finesettimana quando si tratta di progettare e di aggiornarsi», racconta Volpini. Idem la sua collega Nardini che dice: «La scuola mi impegna dalle 10 alle 12 ore al giorno». Sulla stessa linea Magno, mentre per Di Giampaolo la reperibilità è spesso h24: «Con il Convitto e il liceo coreutico (dove gli studenti hanno la possibilità di risiedere) capita anche che mi chiamino durante la notte se qualche ragazzo non sta bene». E se Magno e Volpini ammettono la fatica («È dura, ogni tanto mi sento sottopressione»,confessa Volpini -«Devo ancora organizzarmi per bene, sono in fase di avvio», racconta Magno), Nardini e Di Giampaolo sembrano due caterpillar. «Sono abituata e poi sono iperattiva"", spiega Nardini, aggiungendo tuttavia di saltare sistematicamente il pranzo. «È il lavoro che ho sempre voluto fare e non mi sento affaticata», dichiara Di Giampaolo. Le due dirigenti dichiarano anche di riuscire seguire attività fisica almeno due volte a settimana. «Il segreto per me sta nell'avere una segreteria scolastica di livello e docenti attivi», racconta Di Giampaolo.

La carica di super-preside incide anche sulla famiglia, ma se Magno e Volpini raccontano di aver difficoltà nel ritagliarsi del tempo personale, Nardini e Di Giampaolo sembrano aver raggiunto la quadratura del cerchio complici i figli grandi e il sostegno dei rispettivi coniugi. Una buona organizzazione e una grande passione tuttavia sembrano essere il segreto di tutti i dirigenti interpellati. «La possibilità di risolvere problemi e il rapporto con le persone sono fattori estremamente gratificanti», racconta Volpini. «Ho scelto io la reggenza del Grue, non mi sono ritrovata per caso a dirigere anche un secondo istituto. Mi interessava proprio quella scuola, unica e preziosa nel suo genere. Per me si tratta di uno stimolo professionale», confessa Magno. «Mi piace raggiungere gli obiettivi«, aggiunge Nardini e Di Giampaolo conclude: «Sono nel mondo della scuola da quando avevo 19 anni e credo profondamente nella sua funzione educativa. È stata una mia scelta, che mi rende felice».

Emanuela Michini

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