«Vivo con l’incubo che possa tornare»

22 Marzo 2017

«Vivo con l’incubo che lui possa tornare»: perchè anche se la vita ricomincia nulla è più come prima. Lo sa bene la 47enne impiegata di Pineto ridotta in fin di vita dall’uomo che l’ha aggredita,...

«Vivo con l’incubo che lui possa tornare»: perchè anche se la vita ricomincia nulla è più come prima. Lo sa bene la 47enne impiegata di Pineto ridotta in fin di vita dall’uomo che l’ha aggredita, accoltellata e quasi uccisa.

Quella drammatica sera l’ha raccontata così: «Avevo appena finito di fare jogging sulla strada illuminata che costeggia la pineta. C’era gente, ragazzi che correvano, persone con il cane. Erano da poco passate le 18 e stavo facendo degli esercizi di defaticamento. Ho intuito una presenza, mi sono girata e l’ho visto. MI sono girata e mi sono diretta dall’altra parte per andare a riprendere l’auto. E’ stato un attimo. Improvvisamente ho sentito un colpo alla testa, qualcuno che mi bloccava e mi faceva cadere a terra. In pochi attimi me lo sono ritrovata addosso con le mani sul collo. Sentivo dei colpi al braccio, all’addome, ma in quel momento non sono riuscita a vedere il coltello. E’ prevalso lo spirito di sopravvivenza perchè ho urlato, mi sono divincolata». Non smetterà mai di ringraziare quella donna con il cane che si è avvicinata: «Sono viva grazie al suo coraggio. Ha urlato: lasciala, le stai facendo male. Ha subito capito che doveva andare a chiedere aiuto e così ha fatto. Poco dopo ho sentito delle voci, delle persone che si avvicinavano e lui è scappato». (dp)