«Vogliamo rendere la città sempre più attrattiva»

Le risposte di Ferretti.1) Non è Atri che si sta spopolando, è tutta l’Italia. Non esistono azioni possibili, certo non a livello comunale; quello che può e deve fare un Comune, e che nel corso della...
Le risposte di Ferretti.
1) Non è Atri che si sta spopolando, è tutta l’Italia. Non esistono azioni possibili, certo non a livello comunale; quello che può e deve fare un Comune, e che nel corso della nostra amministrazione Atri ha fatto, è il rendersi attrattiva, fare in modo che il numero di chi sceglie di venire a vivere ad Atri sia superiore al numero di chi deve invece andare a vivere altrove. Nell’ultimo triennio, infatti, il numero degli immigrati dagli altri comuni è stato di gran lunga superiore a quello degli emigrati, e questo si deve alle nostre iniziative, volte allo sviluppo dell’attrattività di Atri.
2) Per il museo abbiamo avviato un dialogo costruttivo per la sua riapertura. Sono stati già riaperti al pubblico il chiostro e la cisterna romana, mentre il museo è attualmente nella fase finale dei lavori di restauro e allestimento. Per quanto riguarda il teatro comunale, abbiamo deciso di trasformare l'ex bar in un foyer. Grazie agli interventi di riqualificazione artistica iniziati durante la passata amministrazione, con il contributo dell'artista atriano Ireneo Janni, stiamo creando uno spazio culturale polivalente.
3) Sin dal 2018, di concerto con Confindustria Teramo, il Comune di Atri ha promosso l'inserimento del nucleo industriale di Atri nella riperimetrazione Zes in considerazione della sua collocazione strategica di area ricompresa fra l'interporto di Roseto e le zone industriali di Pineto e Stracca (Casoli). Occorre insistere con la nuova giunta regionale perché detta misura consentirebbe l'attrazione di ulteriori investimenti oltre a quelli già in atto e non meno importanti da parte di privati, che hanno rilevato tutti gli ex opifici. Intendo agevolare in ogni modo la nascita di ulteriori siti e già ho notizia di un nuovo investitore che potrebbe costruire un capannone a Piane Sant’Andrea.
4) Sono due le risposte che vogliamo dare alla domanda di nuovi posti auto: il parcheggio da 60 posti auto che nascerà a Porta Macelli, grazie a un doppio finanziamento per un importo complessivo di 1,1 milioni, gli espropri sono già stati conclusi e presto si aprirà il cantiere; e il parcheggio che nascerà al posto della scuola media.
5) L’ospedale di Atri è in una posizione strategica e pur essendo presidio ospedaliero della Asl di Teramo, è diventato di fatto il secondo ospedale di Pescara, poiché oltre il 30% degli accessi proviene dai comuni del Pescarese. Inoltre, per numero di prestazioni è il secondo della Asl di Teramo. Con questi numeri la Regione non potrà non programmare un potenziamento del presidio. Si dovrà riprendere l’idea di “area vasta” che già negli scorsi anni aveva visto questo presidio a servizio della Pescara nord. Per le specialità che ha oggi, il San liberatore è un’eccellenza e lo ha dimostrato chiaramente durante la pandemia.
6) Il futuro di Atri non voglio immaginarlo, voglio continuare a costruirlo, sviluppando le linee guida che abbiamo tracciato negli ultimi anni. Penso alle tante opere realizzate e a quelle in fase di realizzazione, alla rinascita dei quartieri che sono stati riqualificati, al potenziamento dei servizi che abbiamo avviato, ma soprattutto alla nuova idea di turismo che vogliamo affermare. Non solo il turismo classico, ma anche quello religioso, quello sportivo e quello scolastico. Nell’ottica di creare una rete sempre più fitta di strutture ricettive realizzeremo una foresteria nell’ex bowling e ripristineremo i 27 mini alloggi per gli studenti dell’Erasmus a palazzo Cardinale Cicada.(e.c.)
1) Non è Atri che si sta spopolando, è tutta l’Italia. Non esistono azioni possibili, certo non a livello comunale; quello che può e deve fare un Comune, e che nel corso della nostra amministrazione Atri ha fatto, è il rendersi attrattiva, fare in modo che il numero di chi sceglie di venire a vivere ad Atri sia superiore al numero di chi deve invece andare a vivere altrove. Nell’ultimo triennio, infatti, il numero degli immigrati dagli altri comuni è stato di gran lunga superiore a quello degli emigrati, e questo si deve alle nostre iniziative, volte allo sviluppo dell’attrattività di Atri.
2) Per il museo abbiamo avviato un dialogo costruttivo per la sua riapertura. Sono stati già riaperti al pubblico il chiostro e la cisterna romana, mentre il museo è attualmente nella fase finale dei lavori di restauro e allestimento. Per quanto riguarda il teatro comunale, abbiamo deciso di trasformare l'ex bar in un foyer. Grazie agli interventi di riqualificazione artistica iniziati durante la passata amministrazione, con il contributo dell'artista atriano Ireneo Janni, stiamo creando uno spazio culturale polivalente.
3) Sin dal 2018, di concerto con Confindustria Teramo, il Comune di Atri ha promosso l'inserimento del nucleo industriale di Atri nella riperimetrazione Zes in considerazione della sua collocazione strategica di area ricompresa fra l'interporto di Roseto e le zone industriali di Pineto e Stracca (Casoli). Occorre insistere con la nuova giunta regionale perché detta misura consentirebbe l'attrazione di ulteriori investimenti oltre a quelli già in atto e non meno importanti da parte di privati, che hanno rilevato tutti gli ex opifici. Intendo agevolare in ogni modo la nascita di ulteriori siti e già ho notizia di un nuovo investitore che potrebbe costruire un capannone a Piane Sant’Andrea.
4) Sono due le risposte che vogliamo dare alla domanda di nuovi posti auto: il parcheggio da 60 posti auto che nascerà a Porta Macelli, grazie a un doppio finanziamento per un importo complessivo di 1,1 milioni, gli espropri sono già stati conclusi e presto si aprirà il cantiere; e il parcheggio che nascerà al posto della scuola media.
5) L’ospedale di Atri è in una posizione strategica e pur essendo presidio ospedaliero della Asl di Teramo, è diventato di fatto il secondo ospedale di Pescara, poiché oltre il 30% degli accessi proviene dai comuni del Pescarese. Inoltre, per numero di prestazioni è il secondo della Asl di Teramo. Con questi numeri la Regione non potrà non programmare un potenziamento del presidio. Si dovrà riprendere l’idea di “area vasta” che già negli scorsi anni aveva visto questo presidio a servizio della Pescara nord. Per le specialità che ha oggi, il San liberatore è un’eccellenza e lo ha dimostrato chiaramente durante la pandemia.
6) Il futuro di Atri non voglio immaginarlo, voglio continuare a costruirlo, sviluppando le linee guida che abbiamo tracciato negli ultimi anni. Penso alle tante opere realizzate e a quelle in fase di realizzazione, alla rinascita dei quartieri che sono stati riqualificati, al potenziamento dei servizi che abbiamo avviato, ma soprattutto alla nuova idea di turismo che vogliamo affermare. Non solo il turismo classico, ma anche quello religioso, quello sportivo e quello scolastico. Nell’ottica di creare una rete sempre più fitta di strutture ricettive realizzeremo una foresteria nell’ex bowling e ripristineremo i 27 mini alloggi per gli studenti dell’Erasmus a palazzo Cardinale Cicada.(e.c.)

