«Vogliamo riaprire il nostro bar e la burocrazia ce lo impedisce»

25 Marzo 2017

Montorio, la storia dei due giovani titolari di un locale del centro storico chiuso da ottobre «Vogliamo restare, ma da gennaio aspettiamo il via libera dall’ufficio ricostruzione regionale»

MONTORIO. Per ricordarci quello che succede intorno abbiamo bisogno più di facce che di numeri senza nome. E nei giorni di emendamenti e polemiche, quelle di Gabriele e Sabrina raccontano la vita di chi vorrebbe ricominciare riaprendo il bar su cui ha investito dieci anni di lavoro. Ma tutto è fermo in attesa del via libera dall’ufficio ricostruzione regionale dopo una via crucis di progetti e pareri. «Con soldi già spesi per pagare i professionisti a cui ci siamo rivolti e che hanno fatto un gran lavoro» dice Sabrina Di Carlo, 31 anni.

Lei è il suo fidanzato Gabriele Di Giulio, 33 anni, non si sono arresi alle scosse e da subito hanno cominciato a pensare al dopo. Con un matrimonio programmato per settembre e con il loro bar, istituzione nel cuore della terremotata Montorio. «Dopo l’inagibilità del locale per le scosse di agosto», dice Sabrina, «abbiamo subito iniziato a cercare un altro spazio e lo abbiamo trovato a venti metri di distanza. Perfetto per riaprire il bar, per dare un segnale in una cittadina che si sta spopolando». Il 3 gennaio hanno presentato il progetto all’ufficio regionale speciale per la ricostruzione avvalendosi di uno dei tanti decreti post sisma che prevede, proprio per chi vuole delocalizzare le attività commerciali, iter molto più brevi. «Quella norma dice che entro trenta giorni dalla presentazione del progetto avremmo dovuto avere l’autorizzazione», continua Sabrina, «ma siamo a fine marzo e non abbiamo visto niente. Noi il nuovo locale lo abbiamo trovato, ma bisogna fare dei lavori prima di trasferire il bar. Purtroppo fin quando non abbiamo l’autorizzazione i lavori non possono partire». Sabrina e il suo fidanzato non si arrendono perchè quel bar rappresenta passato e futuro. E lei, combattiva e certamente non rassegnata a finire negli ingranaggi di una cieca burocrazia, è pronta ad andare oltre. «Perchè io e Giuseppe guardiamo avanti e se quel parere non dovesse arrivare faremo lo stesso i lavori», dice, «perchè è importante riprendere, ripartire. Poi qualcuno ci venisse a raccontare che non siamo in regola». Una cosa ci tiene a dire: «Voglio ringraziare l’amministrazione comunale di Montorio che ci supporta, ci aiuta e ci conforta. Non passa giorni che i nostri amministratori non si informino per capire a che punto è la nostra pratica». A Montorio la rinascita passa anche dal Caffè della Corte di Giuseppe e Sabrina.

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