«Vogliono solo salvare la faccia»

1 Marzo 2017

I consiglieri Berardini e Marroni attaccano Brucchi e politici locali

TERAMO. «Se non si cambierà radicalmente l'attuale sistema consolidato di potere, la protesta si risolverà in un nulla di fatto». Ad affermarlo sono i consiglieri comunali Fabio Berardini (Movimento 5 Stelle) e Maria Cristina Marroni (Teramo 3,0) secondo i quali «è sicuramente importante battere i pugni e manifestare a Roma per ottenere maggiori fondi per il nostro territorio, ma non è possibile dimenticare le gravissime colpe di chi ci sta amministrando e di chi ci ha amministrato prima».

I due rappresentanti dell'opposizione denunciano l'assenza di «rappresentanti autorevoli in Parlamento, che avrebbero dovuto loro sì alzare la voce per ottenere i fondi necessari per un territorio devastato, dato che tutti loro appoggiano l'attuale governo». La manifestazione romana in programma per domani, dunque, secondo Berardini e Marroni è il modo con cui il sindaco Maurizio Brucchi «anziché riconoscere i propri errori e dimettersi, cerca di puntare il dito sul governo ed addossare le colpe ad altri per salvare la faccia, come vogliono fare tutti gli altri politici di centrodestra e centrosinistra, in realtà sono loro i veri responsabili del declino economico, sociale e culturale di Teramo». Si tratta, insomma, di un tentativo di «scaricabarile istituzionale» per scrollarsi di dosso le responsabilità per la situazione creata in oltre 15 anni di amministrazione. Berardini e Marrroni ricordano, ad esempio, che «il 20 febbraio è scaduto il termine entro il quale gli enti locali potevano richiedere spazi finanziari concernenti il cosiddetto patto di solidarietà nazionale verticale». In pratica nel prossimo triennio i Comuni potrebbero spendere 700 milioni, di cui 300 da destinare all'edilizia scolastica, impiegando avanzi di amministrazione e ricorrendo all'indebitamento. «Il Comune ha tutti i requisiti per utilizzare questi strumenti», concludono i due consiglieri, «ma ha preferito non farlo perché, a causa della pessima gestione finanziaria, è in sostanziale pre-dissesto». (g.d.m.)

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