«Vogliono sopprimere il nostro presidio e quello di Giulianova»

5 Settembre 2018

«Si vuole far crescere la mobilità passiva verso le Marche, così da poter sopprimere l’ospedale di frontiera di Sant’Omero e quello di Giulianova»: così Domenico Di Matteo, presidente del Movimento...

«Si vuole far crescere la mobilità passiva verso le Marche, così da poter sopprimere l’ospedale di frontiera di Sant’Omero e quello di Giulianova»: così Domenico Di Matteo, presidente del Movimento Val Vibrata-Monti della Laga, attacca duramente la Regione e insiste su un tema già affrontato pochi giorni fa, quando aveva preso posizione contro la decisione della Asl di tagliare il pasto caldo al day hospital oncologico di Sant’Omero per sostituirlo con un “pranzo al sacco” con un panino, acqua e un frutto. «Quella è stata una scintilla», commenta Di Matteo, «la Asl ha scaricato le responsabilità sui medici. Ora si viene però a sapere che i reparti oncologici dei due presidi guidati dalla dottoressa Sonia Di Felice vivono anche altre criticità, a partire dalla carenza di materiale e di personale. Un medico aggiuntivo destinato con concorso a Sant’Omero, però, è stato spostato all’ospedale di Teramo, per problemi organizzativi a cui non credo. Sono due anni, invece, che da Giulianova è partita invano la richiesta di poltrone anti-shock e tavolini per consumare i pasti, da destinare alle persone in terapia oncologica che ne hanno bisogno. Questo mentre per l’ospedale di Teramo è stato speso molto, cosa giusta ma che sta provocando la divisione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Lancio il mio appello alla giunta regionale più che alla Asl, affinché faccia seguito alle promesse dando risposte a chi è alle prese con patologie gravi e a un territorio, quello della costa teramana e della Val Vibrata, che è stato maltrattato». A margine c’è da rilevare che da anni i malati del day hospital oncologico dell’ospedale di Teramo consumano il pranzo al sacco. (l.t.)