Vomano, fondi per sistemare gli argini

3 Novembre 2022

Dalla Regione arrivano 200mila euro per il primo lotto della manutenzione delle sponde del fiume

ROSETO. La Regione Abruzzo ha stanziato per l'annualità 2023 200mila euro per la manutenzione degli argini del fiume Vomano. Si tratta di fondi, si legge in una nota, «per il ripristino delle difese spondali e la riapertura della sezione del deflusso, dal ponte dell'A14 fino alla foce del fiume Vomano, per un primo lotto».
I Comuni beneficiari del contributo, tra i quali Roseto, sono tenuti ad affidare i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro 12 mesi a partire dalla data di attribuzione delle risorse. «Come amministrazione siamo soddisfatti della sinergia», commenta il vicesindaco Angelo Marcone, «che quotidianamente portiamo avanti con la Regione Abruzzo, in particolare con il sottosegretario Umberto D’Annuntiis, che ha sempre una grande attenzione per il nostro territorio, e questi finanziamenti lo dimostrano. Ovviamente si tratta di primi lott, e dunque nel futuro ci saranno ulteriori finanziamenti per la messa in sicurezza di due fiumi importanti come il Vomano e il Tordino». C'è poi il discorso dei lavori per rinforzare gli argini del fiume Vomanoe dell’intervento per la messa in sicurezza attesi da oltre 20 anni ma per cui la situazione è ancora bloccata.
Nel 2000, infatti, la Provincia di Teramo stanziò un finanziamento di 15 miliardi e mezzo delle vecchie lire per lavori urgenti sugli argini del fiume Vomano, a monte e a valle. Nel 2001, per l’effetto del cambio in euro, si tramutarono in 7 milioni 800 mila euro circa, di cui 5 milioni e 600mila euro netti per coprire tutti i lavori. Di questi 2 milioni e 400mila euro erano destinati per due interventi a monte, mentre 3 milioni e 200 mila euro per i lavori a valle, dalla ferrovia alla foce del Vomano. Entrambi gli interventi sarebbero dovuti partire nel 2005, ma ci furono problemi con la prima ditta e così il lavori se li aggiudicò la seconda ditta classificata. A valle, però, non potevano iniziare i lavori perché c’era l’area Baroni che bloccava il tutto e allora iniziarono a fare i lavori a monte dove, invece dei 2 milioni 400 mila euro previsti, spesero quasi il doppio, sottraendoli agli interventi a valle. Ad oggi, dunque, ancora non ci sono risorse concrete per gli argini. (l.v.)
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