Vongolari, niente rimborsi per il fermo pesca del 2013

28 Agosto 2014

I marittimi sono in attesa di ricevere la cassa integrazione dell’anno scorso Squeo (Federpesca): «E’ scandaloso, siamo sempre dimenticati da tutti»

GIULIANOVA. Attendono la cassa integrazione del 2013, il rimborso per la pausa effettuata nei 9 mesi di stop alla pesca delle vongole e sono attualmente a riposo per il fermo biologico: è questa la difficile situazione che i pescatori del porto di Giulianova attraversano da oltre un anno, stretti dalla morsa della crisi economica e dall'impossibilità di fare affidamento sui magri introiti derivanti dalla loro attività lavorativa. Una "secca" che diventa ogni giorno più difficile da oltrepassare, come dichiarano i rappresentanti della categoria, i quali denunciano come, della cassa integrazione del 2013, sia arrivato qualche fondo ai soli armatori, coloro i quali soffrirebbero di meno la crisi che attanaglia il settore. Ma, secondo alcuni, una piccola boccata d'ossigeno dovrebbe arrivare verso la fine dell'anno, quando potrebbero essere erogati i fondi previsti per il fermo delle vongolare, registratosi dall'agosto 2013 al maggio di quest'anno. Attualmente i pescatori attendono i circa 800 euro previsti per ciascun lavoratore, derivanti dalla cassa integrazione del 2013, i 4.000 euro spettanti ad ogni imbarcazione che è rimasta ferma durante lo stop della pesca alle vongole, e l'importo derivante dal fermo tutt'ora in corso.

«Non abbiamo ancora ricevuto nulla, è dura tirare avanti così», dichiarano alcuni marittimi, lamentando gli scarsi guadagni degli ultimi anni, resi ancor più miseri dal caro gasolio. Secondo i lavoratori i fondi della cassa integrazione 2013 sarebbero stati percepiti solo dai proprietari delle imbarcazioni, e da una parte dei pescatori operanti a Pescara, perché colpiti dall'insabbiamento prolungato del porto. C'è chi in questo periodo di fermo biologico può operare con le imbarcazioni dedite alla piccola pesca, ma il costo del pesce non ha subito rincari, per cui i guadagni sono sempre bassi; la stessa situazione è stata affrontata da chi, pur avendo rinunciato al fermo delle vongolare per dedicarsi alla piccola pesca, non ha registrato grossi introiti. «E' scandaloso, noi pescatori siamo dimenticati da tutti, paghiamo sempre più degli altri», afferma Walter Squeo, responsabile regionale di Federpesca, che denuncia le difficoltà subite dai pescatori. «Attendiamo la cassa integrazione del 2013 da oltre un anno, gli ultimi fondi percepiti sono quelli risalenti a due anni fa. Eppure pare che le risorse ci siano, ma non ancora vengono erogate, intanto il settore della pesca soffre ed è in declino». Squeo evidenzia come nessun contributo sia stato ancora erogato per il fermo volontario delle vongolare, circa 4.000 euro per ciascuna delle imbarcazioni ferme per mesi per mancanza di prodotto ittico e per protestare contro l'area protetta del Cerrano, dove la pesca è interdetta.

Sandro Petrongolo

©RIPRODUZIONE RISERVATA