Wash Italia, cresce la mobilitazione contro l’impianto

8 Novembre 2019

NERETO. In attesa della conferenza di servizi per il rilascio del nulla osta alla costruzione del depuratore di trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi della Wash Italia cresce la mobilitazione...

NERETO. In attesa della conferenza di servizi per il rilascio del nulla osta alla costruzione del depuratore di trattamento di rifiuti liquidi non pericolosi della Wash Italia cresce la mobilitazione contro l’impianto. Il comitato Vibrata Bene Comune ha infatti inviato al presidente della Regione Marco Marsilio una lettera in cui elenca i motivi che ne renderebbero inopportuna la realizzazione. «L’alveo del torrente Vibrata non è in grado di sopportare ulteriori scarichi di acque reflue industriali come previsto dal progetto della piattaforma Wash Italia spa», scrive il comitato, «in quanto è un torrente con un flusso idrico di portata debole. È classificato “scadente” nel Piano di tutela delle acque, redatto dalla Regione, a causa dell’inquinamento cronico prodotto dalle lavanderie industriali e pertanto non possono essere consentiti nuovi scarichi che, se attuati, minerebbero la salute delle persone residenti e ospiti, colpirebbero l’agricoltura, l’ecosistema del mare Adriatico e l’economia turistica costiera vibratiana». Da qui la richiesta di far partecipare alla conferenza di servizi anche le amministrazioni vibratiane, l’Unione di Comuni e lo stesso comitato. «Alla luce degli articoli dello statuto della Regione Abruzzo», prosegue il comitato, «il governo regionale deve garantire alla popolazione vibratiana la tutela dei beni comuni e della salute».
Nel frattempo è nato anche un comitato di cittadini (60 quelli che hanno sottoscritto il verbale di costituzione) contrario alla piattaforma della Wash Italia. «Il Comitato intende raccogliere firme contro lo sversamento nel torrente Vibrata, già molto inquinato», si legge in una nota, «La task force ambientale, in appoggio al comitato appena costituito sta preparando un esposto denuncia presso la procura di Teramo contro tutti i soggetti che hanno autorizzato l’impianto, e che, a parere del comitato, presenta molte lacune e autorizzazioni di dubbia legittimità». (a.d.p.)
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