Wash Italia: «Non inquineremo nulla»

19 Novembre 2019

L’azienda esce dal silenzio e spiega: la piattaforma che tratta rifiuti liquidi sarà a emissioni zero e scaricherà acqua pulita

NERETO. Wash Italia Spa esce dal silenzio e dice perché i cittadini possono essere certi che la piattaforma di trattamento di reflui liquidi non pericolosi non nuocerà all’ambiente e alla salute. Lo fa sulla base di certificazioni, progettualità e studi di simulazione che dimostrano come l’elevata tecnologia a disposizione permetterà, dopo il ciclo produttivo, di scaricare nel Vibrata acqua pulita e scevra da inquinanti, e di immettere emissioni zero nell’atmosfera anche dal punto di vista olfattivo, utilizzando un ciclo di depurazione aerobico e un abbattimento completamente biologico, garantendo controlli e monitoraggi costanti in tutte le fasi di trattamento fino all’immissione dell’acqua nel torrente.
Berardo Lucci, direttore generale della Spa, esprime la massima certezza sulla bontà del progetto di quella piattaforma che nessuno vuole ma «di cui nessuno si accorgerà», così dice, volendo sottolineare come la tutela della salute pubblica e dell’ambiente verrà garantita al cento per cento. Wash Italia, dunque, prova a informare. La Spa esiste dal 1989 e mai ha avuto problemi con i suoi sistemi di depurazione attuali, sostiene la società. La Wash tratta capi di abbigliamento per conto di blasonati brand internazionali della moda che pretendono la verifica dei processi aziendali. «Usiamo già ora processi chimici altamente biodegradabili, per cui nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente crediamo e investiamo», premette Lucci. E continua: «Abbiamo ampliato il depuratore nel 2006. Il sistema è dimensionato per trattare 150 metri cubi/ ora in sicurezza. Attualmente trattiamo 50 metri cubi/ora, ben al di sotto delle potenzialità. L’ampliamento porterà a trattare un fabbisogno di 155 mc orari ma l’impianto sarà costruito sovradimensionato per capacità di trattamento. L’investimento previsto è di 1,5 milioni. Giornalmente è previsto l’arrivo di cinque cisterne di liquidi contenenti rifiuti non pericolosi come percolato e scarti di lavorazione di industrie dolciarie, ad esempio». Tecnicamente, spiegano alla Wash Italia, le autocisterne vengono collegate direttamente con l’impianto, il quale accetta i reflui solo se rispettano precisi parametri. All’interno della struttura opererà un laboratorio chimico terzo, a garanzia. A seconda della tipologia vengono convogliati i reflui i quali, raggiunti gli stessi parametri chimico-fisici, vengono trattati nella piattaforma dotata, fra le altre cose, di speciali membrane per rimuovere i metalli. Le vasche sono coperte e prevedono sistemi di disinfezione con raggi Uva e infrarossi per ottenere emissioni zero in atmosfera e rumorosità a bassi livelli. In tutti i cicli, le acque sono monitorate e analizzate». Lucci non entra nel merito di chi sapesse o meno del progetto, la cui gestazione è durata due anni. Afferma però che la politica venne resa partecipe dell’idea, allora, e l’accolse con entusiasmo; che nel 2016-2017 il Comune di Nereto venne informato e nel 2017 venne avviata la procedura Via. Secondo Lucci, l’impianto della Wash è un unicum in Abruzzo per tecnologia applicata, ben diverso dall’impianto di Maltignano (Ascoli).
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