Zenobi, niente sorveglianza speciale

I giudici d’appello: non è competente la questura teramana
TERAMO. Niente sorveglianza speciale per Chiara Zenobi, la 44enne no-Tav di Tortoreto che nel 2013 partecipò in Valle di Susa a uno degli attacchi al cantiere. Lo hanno stabilito i giudici della Corte d’appello dell’Aquila che hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Florindo Tribotti, legale della donna, contro il provvedimento emesso a settembre dal tribunale di Teramo su richiesta della questura teramana. Secondo i giudici aquilani la misura non poteva essere richiesta dal questore di Teramo per incompetenza territoriale. «Deve ritenersi», scrivono i magistrati, «che il luogo ove la Zenobi esprimeva la propria pericolosità sociale all’atto della proposta fosse Torino e che, di conseguenza, titolare dell’azione di prevenzione fosse il questore di Torino e non il questore di Teramo». Per l'assalto al cantiere, Zenobi è stata processata in Corte d'assise a Torino insieme ad altri tre: il 17 dicembre 2014 è stata condannata per vari reati, ma assolta - come gli altri - dall'accusa più grave, quella di terrorismo. Gli imputati sono stati condannati a tre anni e sei mesi per detenzione di armi da guerra (in relazione all'uso di bottiglie molotov), danneggiamento seguito da incendio e violenza a pubblico ufficiale. Attualmente la donna si trova agli arresti domiciliari a Colonnella in attesa del giudizio di appello.
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