Zes più larga, entrano 14 comuni: sconti fiscali e investimenti rapidi

Il commissario Miccio illustra in Provincia le modifiche previste per la zona economica speciale Nei primi nove mesi del 2023 erogati crediti d’imposta per 5,3 milioni e investimenti per 24,5 milioni
TERAMO. La zona economica speciale (Zes) diventa più estesa sul territorio provinciale. L’inserimento di 14 comuni, rispetto alle tre aree finora ricomprese nel perimetro del territorio beneficiario di misure a sostegno di investimenti imprenditoriali, darà maggiori possibilità di sviluppo alle aziende e alle amministrazioni locali. A illustrare i risultati finora raggiunti e le prospettive create dall’ampliamento è stato, ieri mattina in Provincia, il commissario per la Zes Mauro Miccio. «Una grande opportunità», ha sottolineato riferendosi all’allargamento, «i 14 comuni potranno beneficiare sia del credito d’imposta che della semplificazione amministrativa». Di procedure accelerate potranno avvalersi, comunque, le imprese su tutto il territorio provinciale «riducendo a 45 giorni il tempo per le autorizzazioni necessarie a partire».
CHI ENTRA
L’estensione è effetto della riforma messa a punto dal ministro Raffaele Fitto che crea la Zes unica per il sud e sarà in vigore dal 1° gennaio. In provincia i comuni coinvolti sono Ancarano, Castellalto, Castilenti, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Mosciano, Nereto, Roseto, Sant’Egidio, Sant’Omero, Teramo e Torano. Si tratta, insomma di un potenziamento cospicuo rispetto all’assetto attuale, limitato ad aree tra Roseto, Mosciano e Giulianova, e che dispiegherà la sua efficacia su tutta la regione. In Abruzzo, infatti, i Comuni ricompresi nella Zes passeranno da 37 a 82 con un sostanziale incremento anche nell’Aquilano. «Per il territorio e le imprese teramani è una grande novità», evidenziano i presidenti di Provincia, Confindustria e Camera di commercio, Camillo D’Angelo, Lorenzo Dattoli e Antonella Ballone.
l’impatto sul territorio
In provincia di Teramo è stato avviato, grazie alla Zes, un primo investimento con l’apertura di una nuova azienda nell’area dell’autoporto. Il report evidenzia che gli investimenti in Abruzzo sono stati per il 90 per cento di tipo incrementale «in un quadro che per definizione della stessa Regione aveva un ruolo difensivo sull’esistente con poche grandi aree disponibili per nuovi investimenti e spesso nessuna area vicino alle aziende che vogliono espandersi». La maggioranza degli investitori coinvolti sono titolari di piccole e medie imprese, ma sul piano economico l’impatto maggiore è arrivato da grandi ditte. Queste ultime, viene precisato tra l’altro nel resoconto, «se già insediate, non possono nemmeno accedere al credito di imposta e in caso di nuovo investimento usufruiscono di una percentuale ben più bassa che nel resto del Sud».
I NUMERI
Nel 2021, con la Zes non ancora attiva, è stato erogato un credito d’imposta di circa 650mila euro per investimenti di 2,6 milioni. L’anno successivo, negli stessi territori rientrati nella zona economica speciale, i benefici fiscali si sono moltiplicati fino a 9,1 milioni, per oltre 39 milioni di investimento. Nei primi nove mesi del 2023 il credito di imposta si è attestato a quasi 5,3 milioni, con investimenti per 24,5 milioni. La crescita è ritenuta significativa in considerazione delle congiunture negative dovute a pandemia e guerra in Ucraina. Alle strutture della Zes si sono rivolte 300 imprese e 170 hanno presentato progetti capaci di sviluppare, fino al 2025, circa 500 milioni di investimenti. In 62 casi gli interventi sono partiti con 241 milioni impegnati e 200 nuovi posti di lavoro.
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