Zona 167, una mazzata sui proprietari

Al termine di un contenzioso per gli espropri dei terreni il Comune chiede un milione e mezzo di euro a 70 famiglie
MARTINSICURO . Un milione e mezzo di euro. Questa la somma che il Comune di Martinsicuro ha chiesto ai proprietari delle abitazioni della zona 167 di Villa Rosa, tramite l’invio di una raccomandata, dopo una lunghissima storia legale tra l’ente e i proprietari dei terreni che si è conclusa con la sentenza della Corte di Appello dell’Aquila. Una storia iniziata nel 1982 quando il Comune truentino decise di realizzare la zona 167, di edilizia popolare, a Villa Rosa. Il primo passo fu l’esproprio di un vasto terreno e qui sono nati i problemi con i proprietari che iniziarono la lunga azione legale. Intanto, il processo di realizzazione iniziò con la costituzione di due cooperative e la realizzazione di molti appartamenti: furono 72 le famiglie che aderirono alle cooperative. Parallelamente il contenzioso giudiziario continuò tra Comune e proprietari dell’area sul costo del terreno con i tribunali che hanno dato sempre ragione ai proprietari dei terreni fino alla Corte di Appello.
Poco meno di un mese fa dal Comune truentino sono partite le raccomandate per chiedere il denaro per le spese di diritto di proprietà con la cifra richiesta di un milione e mezzo di euro. «Un atto dovuto» il commento del sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni «per tutelare gli interessi dell’ente». Il sindaco smorza gli animi e annuncia un incontro concordato con gli assegnatori degli alloggi che si terrà il prossimo 15 febbraio, alle 21 nella sala consilliare. «La somma riportata nella missiva è indicativa ed a questa saranno tolti diversi costi. Il Comune vuole intraprendere un accordo bonario e venire incontro agli assegnatari e non certamente infierire su quanti con sacrifici si sono costruiti un appartamento», aggiunge il sindaco.
Intanto, tra i proprietari si sollevano delle critiche. «Una raccomandata», è il racconto di uno dei proprietari degli alloggi, «quasi simile a quella degli ultimi giorni mi è stata recapitata nel 2012. Ho risposto chiedendo che mi venisse detta la quota spettante in quando ero deciso a mettere a posto la mia situazione. Inviato la raccomandata non ho ricevuto nessuna risposta con gli interessi che sono sicuramente aumentati».
Una patata bollente quella che si trova nelle mani l’amministrazione comunale che deve chiarire la posizione di ogni singolo assegnatario visto che nella situazione creatasi si potrebbe inserire la Corte dei Conti. Un quadro della situazione che potrebbe creare dei grattacapi visti i tanti anni trascorsi con diverse persone defunte – quindi con la necessità di rintracciare gli eredi – e diversi appartamenti entrati nel mercato immobiliare della cittadina. Qualcuno ha anche provato a fare un conteggio sulla cifra da rimborsare al Comune che potrebbe aggirarsi tra i 10 e i 15mila euro ad assegnatario. Una storia che va avanti da oltre 35 anni e che ora entra nel vivo.
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