Zooprofilattico Possibile un accordo sul nome di Fiore

20 Novembre 2015

TERAMO. Rumors accreditati vogliono vicini a un accordo il governatore Luciano D’Alfonso con il ministero della Salute (leggasi Ncd, dunque il deputato Paolo Tancredi) sul nome del direttore generale...

TERAMO. Rumors accreditati vogliono vicini a un accordo il governatore Luciano D’Alfonso con il ministero della Salute (leggasi Ncd, dunque il deputato Paolo Tancredi) sul nome del direttore generale dello Zooprofilattico. Per il momento, salvo sorprese, il nome su cui una convergenza sembra più facile è quello di Gianluca Fiore, membro della commissione europea con esperienza nel Centro comune di ricerca dell’Ispra, che gode della stima dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e piacerebbe anche al ministero.

«Il rischio del commissariamento per l’istituto zooprofilattico non si pone. E’ uno spettro che viene agitato solo da chi non vuole il bene dell’istituto». Così il neo presidente del cda, Manola Di Pasquale, interviene nel dibattito che si è riacceso in questi giorni dopo le dimissioni di Dino Mastrocola da membro della commissione che si è costituita per valutare l’idoneità delle 24 candidature alla carica di direttore generale che dovrà essere designato dalla Regione. Dimissioni che fanno presagire un nuovo stallo nel processo di ricostituzione degli organi. Non è così per Manola Di Pasquale: «Intanto il processo di riordino è partito e due terzi dei componenti sono stati già definiti con la designazione dei revisori dei conti e del consiglio di amministrazione, che stanno già lavorando e che sicuramente hanno bisogno di serenità». La Di Pasquale poi torna a puntualizzare la sua posizione in relazione alla presunta inconferibilità: «Anche qualora io dovessi decadere, non ci sarebbe vacatio perché non decade il cda, ma verrebbe solo sostituito un componente. La segnalazione all’Anac non mi impensierisce visto che conosco la legge. Esistono già ben tre pareri rilasciati dall’autorità anticorruzione su casi analoghi. Sarei inconferibile se avessi dovuto ricoprire incarichi di natura gestionale, ma non è il caso del cda che presiedo».

Ieri la Fsi, Federazione sindacati indipendenti, ha espresso in una nota la forte preoccupazione dei dipendenti legata al blocco dei salari accessori e chiesto lumi sul bando per l’individuazione del dg dopo le notizie circolate sulla presunta illegittimità denunciata da Tancredi. Secondo la Di Pasquale non ci sono problemi di legittimità visto che lo stesso ministero avrebbe validato il bando, ma non fa mistero di aver sollecitato il presidente D’Alfonso a far sì che si approdi alla scelta di un nome il più possibile condiviso. «Il ministero», dice, «è il maggiore finanziatore dell’istituto, da cui dipendono commesse importanti come quella dell’anagrafe bovina, ed è naturale che il nome debba ricevere la più larga condivisione».(m.d.t.)

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