Zooprofilattico, si lavora per ricostituire il vertice

8 Gennaio 2021

Dopo la sentenza del Tar la Regione chiede all’Avvocatura come procedere per la scelta del nuovo componente del consiglio d’amministrazione

TERAMO. Tempi rapidi per la ricomposizione del consiglio d’amministrazione dell’istituto zooprofilattico. La Regione ha infatti fatto un quesito all’Avvocatura per sapere se si deve fare un nuovo avviso o se individuare la figura del componente di nomina dell’ente all'interno della lista che c'è, derivante dal bando di più di un anno fa.
Una volta capita la strada da percorrere, si procederà alla nomina del sostituto di Davide Calcedonio Di Giacinto. Il Tar infatti poco prima di Natale ha annullato la delibera del consiglio regionale e il conseguente decreto del presidente della Regione con cui è stato nominato l’avvocato atriano Di Giacinto. Il ricorso al tribunale amministrativo regionale era stato presentato dal membro del precedente Cda nonchè aspirante a una riconferma, Pietro Enzo Di Giulio, veterinario rosetano.
La nomina è stata annullata pochi giorni prima della seduta del Cda che avrebbe dovuto approvare il bilancio, poi approvato dalla Regione.
Ora la Regione Abruzzo sta cercando di venire a capo della questione, chiedendo il parere all’Avvocatura. «Dobbiamo accelerare per evitare il commissariamento», commenta l’assessore regionale Pietro Quaresimale, «sarebbe un duro colpo per il territorio, Lo Zooprofilattico svolge un ruolo fondamentale su diversi aspetti sanitari e in particolare per il Covid. Ho voluto fortemente all'inizio della pandemia che lo Zooprofilattico avesse un ruolo centrale nell'analisi dei tamponi nella nostra regione, una scelta opportuna poi confermata dai numeri che ha fatto. E questo non solo dimostra l’efficienza organizzativa, ma anche il livello della ricerca scientifica che si fa nella struttura, che tra l'altro ha individuato subito la variante inglese».
Nel frattempo la Regione ha chiarito un’altra questione, se cioè ci sia ancora un Cda dopo la sentenza del Tar oppure no. L’annullamento della designazione di un componente, secondo la Regione, non ha travolto tutto il consiglio. «La decisione del giudice amministrativo», si legge in una missiva ai vertici dell’istituto, alla Regione Molise e al ministero della Salute, «non ha determinato l’azzeramento dell’intero consiglio di amministrazione posto che il dispositivo del giudice recante l’annullamento del decreto si pone in stretta correlazione con il thema decidendum del giudizio, limitato alla verifica della legittimità della nomina di un solo componente del Cda, quello della Regione Abruzzo». Quindi secondo questa interpretazione restano in sella sia Alfonso Cantone, nominato dalla Regione Molise, che Gaetana Ferri, espressione del ministero della Salute, cioè gli altri due componenti del Cda.
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