Ztl, il giudice annulla sette multe a un disabile

18 Dicembre 2015

Esponeva il contrassegno, il Comune condannato a pagare le spese legali Manola Di Pasquale: «È solo l’inizio, migliaia i ricorsi degli automobilisti»

TERAMO. Ha sempre avuto il contrassegno invalidi correttamente esposto sul parabrezza dell’auto, ma nonostante questo un giovane disabile è stato multato per ben sette volte per presunti accessi non autorizzati nella Ztl, la zona a traffico limitato che tante polemiche e proteste ha sollevato.

Tutte le multe sono state annullate dal giudice di pace Ottavio Firmani, che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso presentato dalla nonna del disabile, cointestataria insieme al padre del ragazzo dell'auto che è stata utilizzata per trasportare il giovane. Il giudice di pace ha condannato il Comune al pagamento delle spese di giudizio .

Quello arrivato a sentenza davanti al giudice di pace non è che il primo dei numerosi ricorsi presentati per l'annullamento di multe elevate nei confronti di invalidi e disabili entrati nella Ztl dopo l'installazione dei varchi con telecamere. «Quello del disabile che ha visto il giudice di pace annullare le sette multe prese nella Ztl perché le telecamere non leggevano il contrassegno», commenta il consigliere comunale del Pd Manola Di Pasquale, « è solo uno dei numerosi casi che hanno visto coinvolti i diversamente abili trasportati in autovetture proprie o intestate a terze persone ma sempre con il contrassegno esposto. Ad oggi sono migliaia le contravvenzioni impugnate davanti al giudice di pace e al prefetto, per cui facendo un conto della serva considerando anche il costo delle notifiche varie e delle unità degli uffici impiegate, se anche le altre multe dovessero essere annullate i costi per l' amministrazione potrebbero arrivare a 500mila euro».

Costi che, denuncia il consigliere, ricadranno sulle spalle dei cittadini per errori fatti dalla pubblica amministrazione. «E’ bene chiarire», continua il consigliere, «che il Comune era obbligato al momento dell’avvio del controllo elettronico dei varchi ad effettuare per un periodo di almeno 60 giorni una sorta di pre esercizio con la presenza costante della polizia municipale sui varchi proprio per spiegare il funzionamento del nuovo accesso e senza poter elevare contravvenzioni elettroniche ma solo manuali. Per i diversamente abili, visto che i contrassegni non sono letti dalle telecamere, si sarebbe dovuto fare un tavolo di concertazione con le associazioni di categoria e trovare una soluzione o comunque avvertirli visto che il Comune ha il nominativo di tutti i colori che hanno il contrassegno di invalidi».©RIPRODUZIONE RISERVATA