È a rischio: sequestrato il palazzo che ospita convitto e liceo Delfico

4 Ottobre 2024

Il provvedimento (inizialmente negato dal gip) è stato disposto dal tribunale su ricorso della Procura La consulenza affidata al Provveditorato opere pubbliche rileva: «Scarso livello di sicurezza sismica»

TERAMO. Quando è scattato lo sgombero, nel pieno delle lezioni pomeridiane, i ragazzi hanno pensato a una “scontata” esercitazione. Antincendio, anti terremoto. C’è voluto tempo, nella confusione del momento, per capire che per molto non rientreranno nello storico edificio di piazza Dante inaugurato nel 1934 e solo pochi giorni fa celebrato per i suoi 90 anni di vita.
Da ieri il Convitto Delfico con le scuole annesse e i liceo classico, quello che ha visto passare generazioni di studenti teramani, è sotto sequestro con tanto di provvedimento disposto dal tribunale perché, secondo l’accusa, a rischio crollo per una questione di staticità. Così sostiene la Procura (pm titolare del fascicolo Davide Rosati) che al termine di una consulenza tecnica ha chiesto il sequestro preventivo dell’immobile contestando l’articolo 677 del codice penale (omissione di lavori in edifici che minacciano rovina) con il pericolo dell’incolumità pubblica (per ora contro ignoti).
La prima richiesta di sequestro al gip è stata respinta e la Procura ha fatto appello al tribunale (collegio presieduto dal giudice Francesco Ferretti con a latere il giudice Marco D’Antoni e la giudice Martina Pollera) che ieri ha accolto disponendo il sequestro.
Il provvedimento, che ha avuto le conseguenze di uno tsunami su 1.200 studenti di cui anche molti provenienti da fuori e sulle famiglie, nasce dall’inchiesta avviata nell’ambito di un procedimento penale aperto sulla realizzazione dei lavori strutturali eseguiti sull’edificio e che secondo l’accusa sarebbero stati fatti in assenza di titolo abilitativo del Servizio del genio Civile di Teramo. La Procura ha disposto una consulenza affidando l’incarico ai tecnici del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche che hanno acquisito anche la documentazione tecnica inerente la verifica di vulnerabilità tecnica dell’edificio, già oggetto di due studi di vulnerabilità effettuati rispettivamente nel 2016 e nel 2019.
Così a questo proposito si legge nell’ordinanza dei giudici: «Dalla verifica della completezza e della correttezza dell’analisi di vulnerabilità emergevano numerose criticità sulla base delle quali non era possibile ritenere condivisibile il livello di sicurezza sismico già valutato; il livello di sicurezza sismico stimato per l’edificio risultava pari al 46% e quindi inferiore rispetto al limite al 60% riconosciuto dalle Ntc18 (nuove norme sismiche per il calcolo strutturale(ndr) per gli edifici a uso scolastico». Fondamentale questo passaggio dell’ordinanza: «Emergevano parimenti numerose criticità sulla base delle quali non era possibile ritenere affidabile il livello di sicurezza dell’edificio nei confronti dei carichi verticali (condizioni non sismiche), apparendo peraltro la stima di tale livello di sicurezza gravata da ipotesi non cautelative. Sulla base di tali premesse il comitato tecnico amministrativo del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche rileva che l’analisi di vulnerabilità dell’edificio doveva ritenersi non completa».
Dice Daniela Baldassarre, preside del Convitto: «Insieme alla dirigente scolastica del liceo classico, Iside Lanciaprima, abbiamo organizzato le operazioni necessarie affinché gli studenti, che in quel momento erano impegnati nelle attività didattiche, potessero lasciare l’edificio senza creare allarme, nonostante i tempi ristretti. Il Comune ha organizzato alloggi in hotel per quei convittori residenti fuori regione».
(Ha collaborato
Chiara Di Giovannantonio)
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