È morto Anello, attore e regista di teatro

Stroncato da un’ischemia all’ospedale di Teramo. Figlio e fratello d’arte, era conosciutissimo in tutto l’Abruzzo
ATRI. Atri piange la scomparsa dell’attore e regista teatrale Francesco Anello. È deceduto ieri all’età di 55 anni nell’ospedale Mazzini di Teramo, dove alcuni giorni fa era stato ricoverato per un’ischemia cerebrale. Anello era conosciutissimo non solo ad Atri ma in tutto l’Abruzzo per la sua passione verso il teatro. La sua vita l’ha trascorsa in buona parte sul palcoscenico, avendo cominciato a recitare all’età di 13 anni. La sua prima avventura è stata nel 1979 nella compagnia del Teatro minimo di Atri, dove poi è diventato direttore artistico. Francesco era figlio e fratello d’arte. Il papà Antonino, poeta in vernacolo, autore di commedie e cantore, è deceduto due anni fa all’età di 95 anni. Il fratello Alberto è tuttora attore, regista, scultore e fotografo.
Il successo Francesco lo raggiunse nel 1999 al Teatro stabile d’Abruzzo dell’Aquila, dove interpretò il ruolo di Sir Tobia ne “La dodicesima notte” di Shakespeare per la regia di Lorenzo Salveti. Lo spettacolo ottenne uno strepitoso successo al prestigioso festival di Borgio Verezzi, a Perugia nella rassegna del Teatro del Drago e a Roma nel teatro “Sala 1”, e ha collezionato oltre 140 repliche in due anni. Nel 1983 iniziò per Anello un fecondo lavoro nei drammi sacri e storici, tanto che organizzò insieme al Comune “La Passione di Gesù” la sera del Mercoledì Santo. Francesco scelse il ruolo di Erode e il suo impegno durerà per ben dieci edizioni consecutive. Nel 1989 arriva la partecipazione al melodramma “La Vergine di Cesarea”, con la collaborazione del Teatro Minimo e la diretta su Rai 1. Nel 1998 interpreta il ruolo di Gesù ne “L’uomo di Nazareth”, edizione replicata per tre anni consecutivi. Nel 2001 il Teatro stabile aquilano lo vuole come rappresentante abruzzese nell’Istituto Internazionale del Teatro del Mediterraneo per l’allestimento dello spettacolo “Cassandra” per la regia di Pedro Alvarez Ossorio, realizzato a Madrid nel teatro “Federico Garcia Lorca” e a Lisbona nella “Escuela National de Cine Teatro de Lisboa”. La sua carriera ha toccato anche il centro di produzione “Florian Metateatro” di Pescara, dove ha interpretato tra l’altro il dramma di Pirandello “I giganti della montagna”.
Francesco la sua passione la voleva trasmettere anche ai giovani atriani, tanto che aveva organizzato una serie di laboratori teatrali e una scuola per gli studenti delle superiori. Aveva invitato artisti altisonanti come Virginio Gazzolo, Gigi Proietti e Piero Di Jorio. Nel 2006 c’è stato anche un breve passaggio nella vita politica atriana: era diventato consigliere comunale nella squadra del candidato sindaco Pierino Angelozzi. La sua città l’ha amata a fondo e si è fatto portavoce di varie richieste per il comitato di quartiere San Domenico. Cordoglio per la scomparsa ieri è stato espresso dal primo cittadino Piergiorgio Ferretti. I funerali si svolgeranno domani alle 11 in cattedrale. La salma sarà esposta due ore prima del rito funebre nell’atrio del teatro comunale per ricevere l’ultimo saluto in quello che era l’ambiente preferito di Francesco.
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