È morto Balduccio, il teramano più vecchio

Montepagano, Altobrando Rapagnà aveva 108 anni e ha cucito vestiti fino all’ultimo. Oggi i funerali
ROSETO. L’ultimo vestito cucito a 105 anni, dopo una vita intera nel borgo di Montepagano tra il suo lavoro di sarto e la passione per la musica. Se n’è andato a 108 anni, compiuti lo scorso 4 febbraio, terzo abruzzese più anziano e primo in provincia di Teramo, Altobrando Rapagnà. I funerali di “Balduccio”, diminutivo con cui era conosciuto in città, si terranno oggi alle 10.30 nella chiesa Santissima Annunziata di Montepagano. «Nonostante l’età è stato lucido fino alla fine”, dice la figlia Annamaria Rapagnà, «l’altro giorno stava guardando in televisione i mondiali di nuoto e commentava un simbolo della rosetanità che ci saluta». Un maestro di vita, un uomo che ha vissuto due guerre lavorando per la nobile arte della sartoria e formando, nella sua lunga esistenza, circa 60 allievi.
Ha vissuto sempre a Montepagano, ma purtroppo a novembre 2016, a causa dei lavori al campanile si è dovuto trasferire a Roseto, all’hotel Bellavista. «Siamo stati costretti ad andar via, ci avevano promesso che in un mese avrebbero trovato un altro appartamento a Montepagano», precisa Annamaria, «ma così non è stato purtroppo». Balducci ha anche suonato nella banda. «Amava la musica», aggiunge la figlia, «è stato in tournée con il maestro Perazzitti suonando con la banda di Montepagano. Mio fratello Giancarlo gli comprò un flauto e, mentre lavorava, fischiettava sempre le opere liriche». Finita la guerra, nel 1948, fu uno dei primi firmatari per richiedere la sede del Comune a Montepagano. «L’unico suo dispiacere è stato quello di non essere riuscito a portare il Comune a Montepagano», afferma Annamaria, «lui avrebbe voluto un’amministrazione autonoma da Roseto».
La sa dieta era a base di pesce tre volte a settimana e mezzo bicchiere di vino rosso a pasto. «Non ha mai sgarrato», racconta Giancarlo che ha vissuto con lui fino alla fine, «passeggiata la mattina presto e poi a lavoro. E diceva sempre che la cosa più importante è l’amore». Qualche anno fa l’accademia nazionale dei sartori di Roma gli aveva conferito il diploma onorario. «Partecipiamo commossi al dolore che ha colpito la famiglia Rapagnà per la scomparsa del caro Altobrando», fa sapere il sindaco Sabatino Di Girolamo, «è stato un punto di riferimento».
Luca Venanzi
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