È partita la colletta per Samira
Martinsicuro, chi vuole aiutare la giovane può versare soldi su una Poste Pay
MARTINSICURO. L’appello lanciato su Facebook per raccogliere fondi e aiutare Samira Lupidi, la giovane di origini truentine in carcere in Inghilterra dopo aver confessato di aver ucciso le figlie di tre e un anno, diventa realtà. Dopo che l’avvocato inglese Alison Todd, difensore di Samira, aveva lanciato l’appello per aiutare la giovane, che si trova in carcere senza soldi neanche per comunicare telefonicamente con i parenti in Italia, alcuni amici italiani si sono dati da fare ed hanno aperto una Poste Pay dove inviare dei soldi da mandare nel carcere inglese dove Samira è reclusa in attesa del processo che inizierà nel maggio prossimo. «L’avvocato inglese», le parole di chi sta organizzando la colletta, «ci ha fatto sapere che alla reclusa non si possono inviare più di 150 euro mensili, che servono per acquisti personali di massima utilità e per ricaricare il credito telefonico per parlare con i parenti. Abbiamo raccolto l’invito e aperto una carta Poste Pay, la numero 5333171020569766. Chi vuole aderire alla nostra iniziativa ora ha i mezzi per farlo».
«Nessuno è venuto a chiederci un aiuto», dice l’assessore ai servizi sociali di Martinsicuro Giulio Eleuteri, «se la famiglia si trova in forte difficoltà può venire nei nostri uffici a segnalarle. Sicuramente non possiamo partecipare alle spese legali ma un aiuto possiamo darlo così come lo facciamo con molti nostri concittadini».
Intanto il padre di Samira, Dario, fa sapere via Facebook che in Inghilterra verrà aperto un procedimento penale per maltrattamenti contro il compagno di Samira, e padre delle due bambine uccise, Carl Weaver, e rivela un particolare che potrebbe essere una concausa del delitto: «La prima figlia era autistica e avevano prospettato (a Samira) di metterla in un istituto in quanto era ingestibile». (s.d.s.)
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