È scontro sui 66 milioni per l’Ater

Il M5S: «Soldi persi per i ritardi». Salini: impossibile usarli in sei mesi
TERAMO. Il rifinanziamento della ricostruzione delle case Ater di Teramo, con i 66 milioni concessi dal governo suscita la soddisfazione del presidente dell’Ater Maria Ceci e del parlamentare pentastellato Antonio Zennaro. Ma purtroppo non è l’unico fronte della ricostruzione.
«È un momento importante per noi, per il territorio e le famiglie sfollate», commenta Ceci, «si concretizzerà il desiderio della popolazione che vuol tornare a casa e in una casa sicura. Questo risultato scaturisce da un forte impegno in sinergia con Regione e Usr. Lavoreremo alacremente affinchè queste risorse abbiano un immediato utilizzo anche con l'intento di ridare slancio all'iniziativa degli operatori economici».
Zennaro, nel sottolineare che i 66 milioni erano tornati al Governo in quanto non spesi entro fine 2018 «ora sono stati sbloccati dalla struttura commissariale, più volte interrogata da noi parlamentari teramani sulla questione. La nostra Ater ha di fatto perso un anno, un problema di lentezza e di organizzazione che purtroppo non ci ha contraddistinto in maniera positiva rispetto alle altre, ora ci attendiamo che la Regione faccia il suo dovere per accelerare la ricostruzione pubblica, anche attraverso un incremento di personale» .
«Capisco. Ma non condivido, assolutamente, questo modo di fornire comunicazioni politiche», ribatte l’ex commissario Ater Nicola Salini, «al fine di ripristinare la veridicità dei fatti, è bene comunicare che i finanziamenti del secondo piano stralcio dell'ordinanza 27, sono stati bloccati per tutte le Regioni colpite dal sisma e non solo all'Ater di Teramo, di L’Aquila e di Pescara. Questo per il semplice fatto che il termine dell'ordinanza commissariale prevedeva una impossibilità oggettiva di affidamento dei progetti, in soli sei mesi».
Salini obietta che «l’approvazione dell’ordinanza di ieri, è stata solo una presa di coscienza per l’inconsapevole errore commesso lo scorso anno». Poco tempo e procedura lunga per l'affidamento delle progettazioni che «nella Regione Abruzzo, ha previsto la preventiva presentazione di tutti gli studi di fattibilità tecnica ed economica per i 700 alloggi, per i quali l'Ater ha ottenuto i relativi nulla osta. Procedura che non ha investito tutte le Regioni», precisa Salini.
Intanto il presidente dell'Anci Abruzzo e sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto spiega che «Conte ci ha confermato come ci siano delle difficoltà a reperire ulteriori risorse per il Decreto Sisma, mentre ci ha garantito che c'è la volontà di convertire in legge il Decreto. Noi confidiamo nel suo impegno come lui stesso ha ribadito all'Anci. Il Decreto Sisma è l'ultimo appello per i nostri territori: invitiamo quindi il Parlamento ad approvare gli emendamenti presentati proposti dall'Anci che sono fondamentali». (a.f.)

