È scontro sui consiglieri delegati
Pd e “Al centro per Teramo”: «Rivediamo tutto lo statuto»
TERAMO. C'è voluto il secondo appello per far partire i lavori della commissione comunale affari generali di ieri. Al primo, infatti, la maggioranza non aveva il numero legale. L'assenza iniziale dei rappresentanti di "Teramo soprattutto" e l'uscita dall'aula dei dissidenti e dell'opposizione ha fatto slittare l'avvio della seduta. «Abbiamo chiesto la verifica del numero legale», spiega il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, «perché il calendario delle riunioni non è stato concordato con noi e dunque non ci si può chiedere di garantirne la validità con la presenza». Il consigliere conferma la volontà del suo gruppo di partecipare alla revisione di statuto e regolamento, ma contesta sia il metodo che la sostanza della procedura adottata dalla maggioranza. «Non accettiamo accelerazioni su una questione così delicata», osserva, «al solo scopo di dare una risposta all'emergenza politica». L'obiettivo di accontentare i consiglieri rimasti fuori dalla giunta con deleghe specifiche, a cui secondo D'Alberto mira la riforma, risulterebbe evidente anche dalla riunione di ieri della commissione. «Si naviga a vista», evidenzia il capogruppo del Pd, «senza alcuna chiarezza». D'Alberto contesta il fatto che la discussione sia stata impostata sulla modifica del regolamento, mentre dovrebbe partire dallo statuto per avere uno sviluppo organico e coerente. «Bisogna disciplinare gli strumenti di partecipazione come il referendum, che non è mai stato attivato», sottolinea, «e inserire la norma sui comitati di quartiere al posto delle circoscrizioni». L'istituzione dei consiglieri delegati, insomma, non sarebbe una priorità. Il confronto, dunque, ripartirà dallo statuto nella prossima seduta che si terrà il 4 luglio.
Critiche simili hanno mosso i consiglieri d'opposizione Angelo Puglia e Guido Campana di “Al centro per Teramo”. Puglia evidenzia l'incongruenza di varare un regolamento senza passare per una modifica dello statuto. «Il sindaco vuole fissare otto date per accelerare sui consiglieri delegati, ma non si può piegare il documento cardine del Comune alle esigenze della quadratura politica. Abbiamo uno statuto vecchio vent’anni, se proprio dobbiamo fare un approfondimento allora facciamolo seriamente su tutta la materia istituzionale da aggiornare e non solo sui consiglieri delegati privi di potere». Puglia e Campana ricordano infatti che giace nel cassetto anche un regolamento per istituire una consulta dei quartieri e delle frazioni. «A questo punto riteniamo sia più utile approfondire i temi che ci chiedono i cittadini, e non stiracchiare un regolamento per superare ostacoli politici».(gdm-mdt)
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