«È stato fatto troppo poco per la sicurezza»

Il comandante dei carabinieri del Noe interrogato dalle difese ribadisce la tesi dell’accusa
TERAMO. Un controesame serrato, durato quasi quattro ore, a scandire la nuova udienza del processo sull’acqua del Gran Sasso: quello al colonnello Antonio Spoletini comandante del nucleo regionale dei carabinieri del Noe che ha seguito tutte le indagini delegate dalla Procura.
E Spoletini per quattro ore ha risposto al fuoco di fila delle domande dei difensori dei dieci indagati dei vertici di Istituto di fisica nucleare, Strada dei parchi e Ruzzo Reti ribadendo e confermando quanto detto ai pm nella precedente udienza, quanto scritto in decine di relazioni, quanto visto in altrettante ispezioni: «Un condominio impossibile dove la convivenza tra acquifero e strutture antropiche quali laboratori, gallerie autostradali e acquedotto è particolarmente complicata». Rilanciando ancora una volta l’immagine di una bomboletta spray e di un badile rinvenuti in un'opera di captazione attraverso le videoispezioni. «Cose che non avrei mai immaginato di trovare», ha ribadito ieri l’ufficiale dei carabinieri. Ancora una volta affrontati gli argomenti dei lavori di messa in sicurezza disposti dopo lo sversamento di 19 anni fa (il caso Borexino) dall’allora commissario straordinario Angelo Balducci, i successivi controlli ad accertare che poco o nulla sarebbe stato fatto, l’incidente del maggio 2017, le indagini e le nuove scoperte. Tutto attraverso una minuziosa lettura di verbali, relazioni e delibere messa insieme dai difensori nel porre le domande di controesame al teste. Controesame che gli stessi, in apertura di udienza, hanno chiesto al giudice di far slittare a dopo l’audizione degli altri militari del Noe che hanno seguito le indagini. Richiesta a cui si sono opposti i pubblici ministeri Stefano Giovagnoni e Greta Aloisi e gli avvocati delle parti civili e che è stata respinta dal giudice monocratico Domenico Canosa.
Ora si torna in aula il 22 di questo mese con l’audizione di nuovi testi, a cominciare proprio dagli altri carabinieri del Noe.(d.p.)
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