A Del Turco 4 anni e due mesi Pene ridotte e maxi-risarcimenti

21 Novembre 2015

Regge il teorema accusatorio sulle tangenti versate dall’imprenditore Angelini (assolto) Condannati in cinque a pagare 2 milioni alla Regione e 400mila alle Asl. Le motivazioni il 18 febbraio

L’AQUILA. Il teorema accusatorio alla fine ha retto anche se in alcuni momenti del processo è sembrato vacillare: nella sanitopoli, che decapitò la giunta regionale nel 2008 dopo una retata choc, le tangenti ci furono.

Ieri, dunque, la Corte d’appello ha ammorbidito le pene agli imputati, figure chiave del processo, ma nulla più. E poi restano mega risarcimenti da pagare alla Regione (e non solo) e anche se c’è stato lo sconto non si tratta comunque di spiccioli: da 10 (in primo grado) a due milioni per i principali imputati a favore dell’ente. Poi c’è il resto.

Ottaviano Del Turco, ex presidente della Regione è stato condannato per associazione per delinquere per induzione indebita, (la vecchia concussione per induzione modificata dalla legge Severino) a 4 anni e due mesi di carcere. La riduzione della pena rispetto ai nove anni e mezzo inflitti in primo grado si deve al fatto che la Corte, presieduta dal giudice Luigi Catelli, ha limitato gli episodi corruttivi da 24 a sei. Solo nelle motivazioni si potrà sapere con esattezza di quali casi si tratta.

Mentre il grande accusatore, Vincenzo Maria Angelini che disse di avere pagato mazzette per 15 milioni, ha vinto su tutti i fronti: l’ex re delle cliniche è stato assolto da corruzione e aspetta il risarcimento che Del Turco e altri imputati dovranno pagargli. Angelini e Del Turco non erano in aula alla lettura del verdetto.

LA SENTENZA. L'ex consigliere regionale del Pd Camillo Cesarone (9 anni in primo grado) è stato condannato a quattro anni e l'ex segretario generale della presidenza della Giunta regionale Lamberto Quarta a tre anni (6 anni e mezzo in primo grado), con l'accusa di associazione per delinquere per induzione indebita. I due, insieme a Del Turco, sono accusati di essere promotori della associazione. All'ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga, in primo grado condannato a 9 anni, sono stati inflitti 3 anni perché l'associazione a delinquere per induzione indebita è prescritta, tranne un episodio, con la pena condonata a causa dei reati commessa prima del 2 maggio 2006. L'ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca è stato condannato a due anni e un mese per essere stato partecipe dell'associazione per induzione indebita: stessa accusa per l'altro ex assessore regionale Antonio Boschetti, condannato a un anno e 8 mesi. L'ex collaboratore di Mazzocca Angelo Bucciarelli,(già assolto) è stato condannato a due anni (benefici di legge) con la stessa accusa di Mazzocca, ma in concorso. Gianluca Zelli, ex dirigente di Villa Pini, è stato assolto, ma la Corte d'appello ha trasmesso gli atti alla Procura di Chieti. L'ex parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu è uscito dal processo per prescrizione, ma dovrà risarcire perché condannato in primo grado e gli effetti civili restano. Assolto con formula piena l’ex assessore regionale, ma della vecchia giunta di centrodestra Vito Domenici, aquilano. Assolti anche Francesco Di Stanislao, Giacomo Obletter, Sandro Pasquale, Silvio Cirone, Luciano Di Odoardo, Giampiero Di Cesare, Paolo Gribaudo,Marco Penna, Mario Romano. In quasi tutti i casi le pronunce assolutorie sono state “migliorative” rispetto al primo grado.

GIALLO COSENZA. Non è chiara, tra le sei pagine della sentenza, la sorte del dottor Pierluigi Cosenza. In primo grado fu condannato a un anno e mezzo per dei falsi. La sentenza ne fa cadere uno ma tace per il resto visto che la pena (ridotta) non è stata rideterminata.

RISARCIMENTI. I risarcimenti da pagare, come premesso, non sono da poco. Ecco le principali decisioni al riguardo: Del Turco, Cesarone, Quarta, Mazzocca e Boschetti dovranno risarcire la Regione (danni non patrimoniali ) con 2 milioni: il 35 per cento a carico di Del Turco e Cesarone, il 20 a carico di Quarta, l’otto per cento a Mazzocca e il 2 a carico di Boschetti. Gli stessi sono stati condannati a pagare alle Asl abruzzesi una provvisionale da 100mila euro ciascuna. Condanne anche per il pagamento delle spese processuali alle cliniche di Angelini e alle parti civili Aiop.

Gli stessi principali imputati sono stati condannati a risarcire la persona Angelini e il Fallimento delle sue cliniche con una somma che dovrà essere liquidata in separata sede.

C’è poi il capitolo delle interdizioni. Per Del Turco Cesarone, Quarta e Conga la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici è stata sostituita con quella temporanea per la stessa durata della pena.

Fin qui le principali statuizioni della sentenza pronunciata ieri alle 18 dopo una lunga camera di consiglio. Una sentenza formata da sei pagine talmente fitte che il giudice ha impiegato quasi un quarto d’ora per leggerle. Le motivazioni si conosceranno il 18 febbraio del prossimo anno.

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