«Abbiamo perso 150 mila euro in obbligazioni: class action»

26 Novembre 2015

Una class action per tutelare i risparmiatori penalizzati dal nuovo corso della Carichieti. A lanciarla è la locale Confartigianato che accende i riflettori sui gravissimi problemi di chi possiede...

Una class action per tutelare i risparmiatori penalizzati dal nuovo corso della Carichieti. A lanciarla è la locale Confartigianato che accende i riflettori sui gravissimi problemi di chi possiede obbligazioni subordinate. Se, infatti, il salvataggio della banca non ha conseguenze per i semplici correntisti, la situazione è ben diversa per chi ha acquisito questi titoli, che sono di due specie. La situazione più grave riguarda le obbligazioni subordinate equivalenti a capitale convertibili in azioni. Proprio per la loro natura, queste obbligazioni seguono la stessa sorte delle azioni Carichieti: non valgono più nulla. Si stima che sia di 7 milioni e 600 mila euro il valore di tali obbligazioni andato in fumo. C’è poi un altro tipo di obbligazioni subordinate, che non sono convertibili in azioni e che vengono “congelate” in attesa di essere rimborsate, forse, con i frutti della liquidazione degli asset della vecchia banca. Confartigianato mette a disposizione i propri legali (Ernesto Pagliaricci, Giuseppe e Simone Di Tizio) per tutelare i 500 risparmiatori coinvolti, essendo danneggiata in prima persona, perché il proprio consorzio fidi, Creditfidi, si è visto azzerata la propria obbligazione convertibile di 150mila euro. «L'ex commissario Salvatore Immordino, ora amministratore delegato della Nuova Carichieti», dice il presidente di Confartigianato, Francesco Angelozzi, «deve innanzitutto fare chiarezza nei confronti dei risparmiatori. A repentaglio ci sono i sacrifici di una vita, per tutelarli intraprenderemo ogni azione, anche valutando eventuali responsabilità penali». «Coinvolgeremo i parlamentari abruzzesi», gli fa eco il direttore Daniele Giangiulli (in foto), «e interrogheremo il governo e Banca d’Italia che hanno varato tali scellerati provvedimenti. Chiediamo che a pagare siano i diretti responsabili e non i piccoli risparmiatori, molti dei quali indotti a sottoscrivere le obbligazioni senza avere la minima cognizione sui rischi collegati». Ma della vicenda non si occuperà Immordino, bensì il pool incaricato di liquidare la vecchia banca, guidato Massimo Bigerna.