Abruzzesi bloccati, pronti i voli: rientri dalla prossima settimana

Un bus accompagnerà la comitiva pescarese a Riad. Torna anche l’imprenditore sulmonese
L’AQUILA. Programmati i primi rientri dal Medio Oriente. Torneranno presto in Italia i 15 pescaresi bloccati a Doha, in Qatar, dal 28 febbraio scorso, dove il gruppo turistico aveva fatto scalo dopo una vacanza alle Maldive. Nessuna possibilità di decollo, dopo che il volo QR113 diretto a Fiumicino era stato annullato a causa dello scoppio della guerra in Iran e delle tensione in tutto il quadrante Mediorientale. Ieri la buona notizia: dopo la richiesta urgente inviata dal vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli al vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, la situazione si è sbloccata. I turisti abruzzesi saranno trasferiti da Doha a Riad, in Arabia Saudita, con un pullman messo a disposizione dalla Farnesina. Da lì rientreranno in Italia, con un volo della Turkish Airlines, martedì 10 marzo. Il gruppo è attualmente ospitato in diverse strutture alberghiere: 9 persone sono alloggiate all’hotel Ezdan Tower, sei al Radisson Blu e due in un hotel del centro di Doha.
«Mi fa piacere che si siano aperti degli spiragli», commenta Blasioli, «l’intento della richiesta urgente inviata al ministro Tajani, che ringrazio per aver prontamente risposto, era proprio quello di sbloccare la situazione: il compito di un politico è mettersi a disposizione della comunità, quando ci sono delle criticità. È quello che ho fatto». Blasioli, nella lettera inoltrata al ministro Tajani aveva evidenziato tutte le criticità, a partire dal fatto che «la compagnia aerea non aveva fornito alcuna soluzione concreta, se non la possibilità di programmare dei voli riprotetti verso Roma con partenza da Mascate, in Oman, invitando tutti i passeggeri ad attendere comunicazioni ufficiali prima di recarsi in aeroporto».
Come gli altri 110 abruzzesi bloccati per giorni tra Dubai, Abu Dhabi, Maldive e altri Paesi teatro di attacchi, i turisti pescaresi hanno vissuto giorni di grande tensione emotiva, con gli aerei militari che passavano costantemente sopra le loro teste e continue esplosioni dovute ai missili e ai droni intercettati e fatti saltare. Risulta, invece, ancora bloccata alle Maldive la coppia di sposi di Chieti, in viaggio di nozze, come pure il gruppo di abruzzesi presenti sulla nave da crociera Msc Euribia, ancorata nel porto di Dubai. Ma anche per loro la soluzione appare vicina. Un’altra persona di Sulmona e due di Pratola Peligna sono in attesa di ricevere l’ok all’imbarco per tornare in Italia con il primo volo disponibile.
RIENTRO DA DUBAI. E dopo giorni di attesa rientrerà in Abruzzo anche Gianfranco Tarsini, imprenditore di Sulmona del settore arredo che si trovava a Dubai per lavoro. «La partenza era prevista il 15 marzo prossimo, come da programma», racconta, «poi è scoppiato il conflitto e sono stati chiusi tutti gli spazi aerei. Sono riuscito ad acquistare un primo biglietto per un volo dall’Oman, con partenza 15 marzo con la Turkish Airlines. In queste ore ha riaperto degli slot la compagnia Emirates e sono riuscito ad anticipare il volo. Partirò l’11 marzo da Dubai, almeno spero, perché la situazione è molto fluida. I voli vengono cancellati anche all’ultimo momento». Tarsini racconta di giorni terribili, di grande tensione emotiva.
«Sabato e domenica scorsi, quando è iniziato tutto», dice, «sono state giornate tremende, con una scarica di missili e intercettazioni in cielo, esplosioni molto forti e il rumore assordante degli aerei che passavano in continuazione. Anche ieri, ogni tanto, abbiamo avvertito delle esplosioni e in serata sono arrivati due alert sui telefonini. La situazione a Dubai non è affatto tranquilla: esplodono droni e missili sopra le nostre teste perché vengono intercettati dal sistema di protezione degli Emirati, molto efficiente. Il 97-98% dei missili e dei droni viene intercettato e fatto esplodere». Tarsini parla di «esperienza davvero pesante, soprattutto per chi, come noi europei, non è abituato a scenari di guerra. La vita a Dubai ha ripreso pian piano a scorrere normalmente: c’è gente che va al mare, nei ristoranti, ma i turisti bloccati qui stanno vivendo un incubo. Non vedono l’ora di rientrare in Italia».
VOLI RIPROGRAMMATI. Il ministero degli Esteri italiano ha pubblicato un nuovo aggiornamento in merito alla situazione internazionale in Medio Oriente. «Nella regione», si legge nella nota, «si registra la presenza di circa 8mila turisti italiani: 92 in Bahrein, 948 in Qatar, 6.536 negli Emirati Arabi Uniti e 1.386 in Oman». La Farnesina avverte che «sono in partenza ulteriori voli per i connazionali rimasti bloccati nella regione per via del conflitto in corso in Medio Oriente. Da Mascate, in Oman, partiranno due voli diretti a Fiumicino, con a bordo un totale di circa 350 italiani. È prevista, inoltre, la partenza da Malé, capitale delle Maldive, di due aerei diretti rispettivamente a Fiumicino e a Malpensa facilitati dalla Farnesina con a bordo circa 60 passeggeri, principalmente persone fragili».
Come si legge nella nota del ministero, a questi voli si sommano «i voli commerciali organizzati autonomamente dalle compagnie aeree, al fine di favorire il rimpatrio degli oltre 6mila turisti italiani in Thailandia e alle Maldive». Il ministero invita i connazionali presenti nella regione del Medio Oriente a registrarsi sull’app Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ricevere ogni aggiornamento sugli sviluppi nella regione e sulle modalità di assistenza. Solo i cittadini registrati sui siti del ministero sono in condizione di ricevere le comunicazioni ufficiali dell’Unità di Crisi, delle Ambasciate o dei Consolati di riferimento.
DAI VETTORI. Qatar Airways, in una comunicazione inviata alle agenzie di viaggi, fa sapere che stanno offrendo «opzioni di viaggio flessibili per i voli da, per o via Australia ed Europa ai clienti coinvolti dalla chiusura dello spazio aereo del Medio Oriente. Per supportare i clienti diretti in Europa oggi la compagnia opererà un volo aggiuntivo A380 di sola andata da Sydney a Londra via Singapore, ora disponibile per la prenotazione, per accogliere ulteriori 485 passeggeri. Attualmente, la disponibilità sui servizi Qantas diretti da e per l’Europa nelle prossime settimane è limitata. BeOnd ha aggiunto voli tra le Maldive e l’Europa in partenza oggi e il 10 marzo per supportare i viaggi dei clienti durante l’attuale contesto operativo. Il vettore fa sapere che i voli sono disponibili per la prenotazione tramite tutti i canali Gds. Tutti gli orari sono locali e i posti sono limitati; la disponibilità potrebbe variare.
La compagnia consiglia ai passeggeri in viaggio nelle prossime 48 ore di verificare lo stato del proprio volo prima della partenza su flybeond.com/flightstatus/. Dal fronte delle associazioni di categoria, Advunite porta l’attenzione sul lavoro che stanno facendo agenzie di viaggi e tour operator, che «stanno lavorando senza sosta, durante i giorni festivi e non, per assistere i turisti bloccati nelle zone con forti criticità e organizzare i loro rientri. In questi frangenti», sottolinea l’associazione di categoria, «si vede la differenza tra fai da te, pseudo agenti di viaggi e chi fa tutto con passione e abnegazione. Lo scrivono sui social tutti coloro che sono stati abbandonati nel mondo. Chi è seguito da un’agenzia sta rientrando», prosegue l’associazione nella nota, «chi ha un tour operator riceve assistenza h24».
LE RACCOMANDAZIONI. Agenzie di viaggio e tour operator stanno raccomandando ai turisti «di iscriversi al Registro dei viaggiatori del ministero degli Affari esteri: è fondamentale risultare registrati nell’applicazione ufficiale. Questo permette allo Stato italiano di conoscere la posizione esatta e di poter contattare o assistere i viaggiatori in via prioritaria qualora la situazione dovesse aggravarsi». Ma anche di «contattare la propria compagnia aerea o agenzia di viaggi, che sono i soggetti legalmente responsabili della riprogrammazione dei voli o della proposta di rotte alternative». In questo momento molte agenzie e compagnie aeree stanno gestendo un alto volume di richieste: salvo partenze previste nelle prossime 72 ore, viene consigliato di avere pazienza e di monitorare l’evoluzione della situazione.
Viene consigliato anche di conservare tutta la documentazione: fatture, comunicazioni ufficiali e ricevute di eventuali spese straordinarie sostenute e di contattare la società, inviando la documentazione raccolta, così che il team possa analizzare ogni caso in modo personalizzato. Molti viaggiatori rimasti a terra dopo la cancellazione del proprio volo per l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, che ha reso gran parte dello spazio aereo del Medio Oriente a rischio missili per gli aerei civili, hanno scoperto che le assicurazioni di viaggio non coprono voli sostitutivi o i soggiorni in hotel in caso di “no fly zone” e voli cancellati per chiusura dello spazio aereo legato alla guerra.
I passeggeri dei circa 23mila voli mai partiti da o verso gli hub globali del Golfo persico come Dubai, Abu Dhabi e Doha, devono fare affidamento sulle stesse compagnie aeree per riprenotare il viaggio di rientro o attrezzarsi per pagare di tasca propria il costo biglietto e richiedere il risarcimento una volta a casa. Le garanzie possono comprendere il pagamento di una somma in caso di morte o invalidità causata da incidente durante il viaggio, il rientro per ragioni sanitarie, l’invio o la segnalazione di un medico in caso di necessità, il rimborso di spese mediche, le spese per ritardata consegna del bagaglio. Ma le compagnie escludono i sinistri legati alla guerra, che non vengono risarciti.
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