Abruzzo, Di Matteo lascia il Pd

1 Febbraio 2018

Lettera al capogruppo Mariani e al segretario Rapino: "Il partito è diventato un'organizzazione leaderistica personale in cui il potere di vita e di morte appartiene al capo ed è assoluto". L'assessore aderisce a Regione Facile

PESCARA. L'assessore Donato Di Matteo lascia il Pd e di conseguenza il Gruppo in consiglio regionale. Resta nella coalizione di governo del centrosinistra aderendo, almeno per il momento, a Regione Facile con gli altri due consiglieri regionali Lorenzo Berardinetti e Alessio Monaco. Di Matteo, che ha le deleghe ai Parchi, Montagna e all'Edilizia popolare _ lo ha comunicato in una lettera al capogruppo pd Sandro Mariani ed al segretario del Pd Marco Rapino. Lettera in cui esprime "il profondo disagio personale e politico" in riferimento alla sua partecipazione nel gruppo e nel partito stesso. "E' un momento di grande sofferenza", si legge in un passaggio, "ho segnalato più volte una sorta di mutazione genetica all'interno del partito e del gruppo, un'assenza di condivisione e di collegialità delle scelte politiche, una condizione per cui la discussione è considerata un inciampo e non un arricchimento. Tutto ciò ha tramutato a vari livelli il partito in un'organizzazione leaderistica personale in cui il potere di vita e di morte appartiene al capo ed è assoluto".

Di Matteo fa riferimento evidentemente al governatore Luciano D'Alfonso con cui si è più volte scontrato nella consiliatura. Una posizione espressa recentemente in una riunione pre elettorale del Pd a Pescara e nel corso della quale Di Matteo ha detto apertamente che cosa pensasse di lui e dell'atteggiamento assunto dal partito.

L'assessore "ribelle" sottolinea l'assenza di una riflessione su argomenti basilari come la Sanità, le aree interne, l'agricoltura. "A tutto ciò", continua, " si è andata ad aggiungersi la vicenda della formazione delle liste per le prossime elezioni che ha visto candidarsi la metà del gruppo regionale senza una preventiva discussione".

L'assessore comunica quindi il passaggio al gruppo di  Regione Facile, componente civica che si è costituita nel 2014 e che aderisce al centrosinistra. "In attesa e nella speranza", è l'ultima stoccata di Di Matteo, "di poter costruire un partito del centrosinistra degno di questo nome".

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