Abruzzo, risparmia solo una famiglia su 3

I consumi assorbiti soprattutto da casa e alimenti, metà dei nuclei è monoreddito

L'AQUILA. Più della metà delle famiglie abruzzesi vive con un solo stipendio. Ben il 53 per cento delle donne si dedica, infatti, esclusivamente alla casa e si occupa dei consumi all'interno del nucleo familiare, nel tentativo di far quadrare i conti a fine mese rinunciando, per assegnazione o per scelta, ad entrare nel mondo del lavoro. Un dato significativo, che emerge dallo Studio sui consumi delle famiglie abruzzesi, il primo nel suo genere, condotto dal Cresa.

La ricerca, presentata ieri all'Aquila, dal presidente del Cresa, Lorenzo Santilli, e dal direttore, Francesco Prosperococco, ha alla base un'indagine realizzata dalla società Doxa tra settembre 2009 e settembre 2010, su un campione di 1.089 famiglie residenti in Abruzzo.
«Ne viene fuori», ha sottolineato Santilli, «uno spaccato economico e di consuetudini sociali che evidenzia le variazioni della spesa per i consumi e, più in generale, il tenore e la qualità della vita degli abruzzesi. Una piattaforma conoscitiva utile per le scelte di investimento degli operatori economici e per le politiche di programmazione degli amministratori locali. I consumi delle famiglie, infatti, nel 2009 hanno contribuito per il 66 per cento alla formazione del Pil regionale».

«Emerge un Abruzzo a due velocità», ha spiegato Prosperoccocco, «più coinvolto, rispetto ad altre regioni, in mutamenti socio-demografici nei grandi comuni e più statico nel resto del territorio. La diffusione, sempre più evidente, di nuclei familiari con una persona, soprattutto anziani che vivono soli, evidenzia la necessità di un ampliamento dei servizi sociali e sanitari, con particolare riferimento ai paesi. Sono proprio queste, infatti, le situazioni più fragili, economicamente e socialmente».

Scendendo nei dettagli, il 53% delle famiglie abruzzesi può contare su un solo reddito, il 41% su due, mentre il 4% su tre entrate. Appena il 2% ha quattro stipendi mensili in cassa.

La metà dei nuclei è composta a due o più persone e più del 30 per cento di quelli più numerosi ha un solo reddito. E ancora, il 37% degli intervistati ha dichiarato un reddito annuo per nucleo familiare fino a 15.500 euro, il 43% da 15.550 a 31mila euro.

Si sale da 31mila a 50mila euro nel 15,9% dei casi, mentre il 2,6% delle famiglie percepisce un reddito annuo che oscilla tra 50mila e 75mila euro. L'1,2% sfonda la soglia dei 75mila euro.

La spesa media mensile familiare in Abruzzo è pari a 2.289 euro.

Sul bilancio pesano di più l'abitazione (612 euro), i generi alimentari (385 euro) e i trasporti (335 euro). Seguono abbigliamento e calzature (163 euro), combustibili ed energia (108 euro), tempo libero (102 euro al mese).

Un altro dato significativo è quello relativo al risparmio: il 30% delle famiglie abruzzesi riesce a risparmiare. Nel 18% dei casi in esame, si mettono da parte da 3mila a 5mila euro l'anno, che oscillano tra 5mila e 10mila nel 25% delle famiglie. Inoltre, il 14% degli abruzzesi ha fatto ricorso a prestiti e mutui.

«Un valore», si legge nella ricerca, «influenzato dal fatto che l'80 per cento delle famiglie abruzzesi vive in un'abitazione di proprietà. Significativa è l'eccezione della zona del cratere, dove il 63 per cento dei nuclei familiari è riuscito a risparmiare, ma il numero dei nuclei che ha fatto ricorso a mutui e prestiti è stato del 24%, contro il 13% del resto della regione».

L'indagine sui consumi ha consentito anche di esplorare aspetti del disagio sociale, come la percezione di degrado della zona di residenza e le difficoltà di accesso ad alcuni servizi essenziali.

La percezione di degrado della zona di residenza è maggiore nei centri con più di 50mila residenti ed assume i valori massimi nelle province dell'Aquila, per la mancanza di pulizia delle strade (54,5%) e di Teramo, per la diffusione di criminalità e violenza e la presenza in strada di droga e prostituzione.

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