Abruzzo, sfratti in aumento dell’80%

10 Ottobre 2018

La più colpita è la provincia di Pescara, questa mattina alle 10 presidio degli affittuari in piazza Sacro Cuore

L'AQUILA. Che sia per necessità dell'affittuario o per morosità, sempre più spesso gli inquilini vengono sfrattati da casa. Nel 2017, in Abruzzo, sono stati emessi 2.274 provvedimenti di sfratto, l'80% in più rispetto all'anno precedente. Sono 783 le famiglie senza più un'abitazione. Un dato in controtendenza con la media nazionale. La maglia nera va alla provincia dei Pescara, tra quelle con il più alto rapporto tra sentenze di sfratto e famiglie. Numeri che delineano una situazione estremamente critica, come evidenzia l'Unione inquilini, che ha organizzato per questa mattina, alle 10.30, in piazza Sacro Cuore, a Pescara, nell'ambito della giornata nazionale “Sfratti zero”, promossa dall'Alleanza internazionale degli abitanti, un presidio per sensibilizzare al problema. La manifestazione è promossa in collaborazione con Rifondazione comunista.
SFRATTI IN AUMENTO. Stando ai dati diffusi dal ministero dell'Interno, nel 2017 in Abruzzo ci sono stati 2.274 provvedimenti di sfratti, 2.087 richieste di esecuzione, l'82% in più rispetto all'anno precedente, e 783 stratti eseguiti, con una crescita dell'11,7%. «Cifre allarmanti», le definiscono Walter Rapattoni, della segreteria nazionale Unione inquilini, e Corrado Di Sante, segretario Prc Federazione di Pescara, «i provvedimenti di sfratti nel 2017 sono cresciuti del 169%, ben 1.660, mentre sono quadruplicate le richieste di esecuzione, 1.305 in totale, con un balzo in avanti del 388% rispetto al 2016». Lo scorso anno, nella sola Pescara, sono stati eseguiti 451 sfratti, il 34% in più rispetto al 2016. 140 gli sfratti all'Aquila, 104 a Teramo, 88 a Chieti.
FAMIGLIE IN STRADA. «Ogni anno», sottolineano Rapattoni e Di Sante, «in Italia 70mila famiglie subiscono sentenze di sfratto, nel 90% dei casi motivati da morosità. Di queste, 35mila vengono costrette ad abbandonare la casa dove abitano con l’uso della forza pubblica. Ben 650.000 i nuclei familiari in graduatoria per una casa popolare, alle quali non viene data nessuna risposta concreta. La giornata di lotta “Sfratti zero” intende sensibilizzare l’opinione pubblica al tema della precarietà abitativa, che non figura nell'agenda politica di Governo, Regione e Comuni».
RECUPERO IMMOBILI. Le proposte dell'Unione inquilini e di Rifondazione Comunista vanno nella direzione del recupero e del riutilizzo degli immobili pubblici e privati ad uso abitativo. «È necessario abbandonare le politiche emergenziali», incalzano Rapattoni e Di Sante, «che hanno solo portato ad uno spreco di risorse pubbliche. Il decreto Salvini del governo Lega e 5Stelle, in questo contesto, produrrà ulteriori emergenze sociali. La sicurezza si costruisce con un tetto e un lavoro: sfratti e sgomberi hanno un costo. In Abruzzo, a fronte di uno spropositato patrimonio immobiliare vuoto, frutto della speculazione edilizia, è vergognoso che la casa sia un’emergenza per migliaia di famiglie».
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