Accordo Asl-Regione reparti di Maternità chiusi entro ottobre

Nessuna deroga per Atri, Ortona, Sulmona e Penne né sui lavori di ampliamento negli ospedali più grandi
PESCARA. I reparti di maternità (Punti nascita) di Atri, Penne, Ortona e Sulmona chiuderanno entro ottobre. Non esiste la possibilità di inserire alcuna deroga. E per quella data dovranno essere completati i lavori di ampliamento nei reparti degli altri ospedali, e dovrà essere realizzato finalmente quel percorso sulle emergenze al quale sarà affidata l’assistenza alle partorienti lì dove i Punti nascita saranno soppressi.
L’accordo sulla data ultima per la chiusura dei Punti nascita è stato trovato dall’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci con i quattro direttori generali delle Asl abruzzesi i quali, al termine della riunione, hanno preso l’impegno di portare i rispettivi cronoprogrammi nell’incontro fissato per mercoledì 8. Ma i principali step di quel passaggio che Paolucci ritiene fondamentale per l'uscita dal commissariamento, «adeguando l'offerta alla domanda di assistenza territoriale e residenziale», sono stati tracciati.
I maggiori ostacoli sono rappresentati dai tempi per i lavori di adeguamento e ampliamento delle Maternità negli ospedali più grandi. La Asl di Teramo, ad esempio, deve ristrutturare sale parto e operatorie per 1,1 milioni di euro: lavori importanti che richiedono molti giorni. La Asl di Pescara ha già avviato l’ampliamento dei reparti dello Spirito Santo. «La stessa cosa , mi hanno assicurato i direttori generali», riferisce Paolucci, «sta avvenendo negli ospedali di Avezzano, Vasto, Lanciano e Chieti».
I cronoprogrammi sono legati all’attivazione dei percorsi nascita Sten e Stam (rete dei servizi di trasporto emergenza neonatale e assistito materno), e quindi dei consultori con personale in deroga per i neonatologi. Mentre, solo nelle quattro strutture di Penne, Atri, Sulmona e Ortona, sarà aperto il servizio di accoglienza ostetrica.
«L’obbligo per tutte le Asl è di arrivare a completare questo percorso entro sei mesi, poi qualcuna è probabile che si sbrighi anche prima considerato che lo stato di partenza non è uguale per tutte», sottolinea l’assessore.
L’accordo confluisce nel decreto sulla riorganizzazione della rete regionale dei servizi territoriali che approva il programma di riconversione delle strutture per gli anziani non autosufficienti, i disabili e la riabilitazione. «Un atto che consente l'aumento della quantità e della qualità (appropriatezza) dei servizi socio sanitari per la parte più debole e fragile della popolazione abruzzese», commenta l'assessore, «un passaggio atteso da 15 anni , sollecitato dal tavolo di monitoraggio del 20 novembre e di recente dal ministro Lorenzin».
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